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Covid, la proposta di Miozzo a Draghi di scavalcare le Regioni

Il coordinatore del Cts ha in mente cosa chiedere a Mario Draghi per rilanciare la gestione dell'emergenza sanitaria

La prima sfida che il futuro, probabile, nuovo presidente del Consiglio Mario Draghi si troverà di fronte sarà quella del contenimento dell’epidemia da Covid-19 nel Paese. A partire dal confronto con il sistema di gestione dell’emergenza sanitaria messo in piedi nell’ultimo anno e che fa capo al Comitato tecnico scientifico. Proprio il coordinatore del Cts Agostino Miozzo, intervistato da Repubblica, ha già in mente delle proposte da portare al nuovo premier per superare gli impedimenti della precedente conduzione e rilanciare l’azione del gruppo di esperti.

Al presidente Draghi suggerirò il ricorso all’articolo 120 della Costituzione che prevede il potere di sostituzione del governo centrale laddove le autorità locali non siano in condizione di garantire i diritti costituzionalmente previsti.” dice Miozzo a Repubblica.

“Un’ipotesi provocatoria – spiega – ma che ritengo potrebbe essere presa in considerazione per alcuni aspetti delle strategie nazionali che interessano la salute del Paese. Sulla scuola si sono viste scelte incomprensibili fatte dal territorio in assoluta disconnessione con il sistema centrale e ora si vedono altrettante fotografie su un programma strategico per il Paese come quello delle vaccinazioni“.

Secondo il capo dipartimento della protezione civile la strategia più efficace da suggerire al nuovo governo sarebbe un lockdown totale di altri due mesi. Ma consapevole dell’alto costo di quella che lui chiama una “terapia” troppo gravosa, per Miozzo sono necessarie allora delle riaperture più graduali con il presidio nelle piazze e nelle strade delle forze dell’ordine: “Un controllo efficace del territorio almeno per i prossimi due o tre mesi, con il contributo anche dell’Esercito, forze dell’ordine, polizia locale che stanno già facendo un lavoro straordinario. Basta vedere una divisa che agisca nei luoghi a rischio per scongiurare comportamenti irresponsabili”.

Miozzo fa infine un bilancio del lavoro fatto con il Cts durante l’anno della pandemia, apprezzando quello che lui considera il buon approccio iniziale all’emergenza, ma sottolineando anche ciò che non è andato.

“Sbagliato è stato lasciare che il territorio, le regioni e le autonomie locali decidessero percorsi diversificati, aperture improvvide e decisamente pericolose, in una sorta di anarchia del territorio dove abbiamo avuto la percezione che anche nelle scelte da fare in emergenza prevalessero interessi politici locali piuttosto che l’interesse del Paese” evidenzia Miozzo.

Sbagliato è non aver anticipato il ritorno della seconda ondata mettendo in atto tutte quelle misure sanitarie che avrebbero potuto risparmiarci immagini devastanti. Sbagliato è non aver fatto tutto ciò che era necessario fare in estate per attivare tutti i percorsi di protezione per il ritorno a scuola di otto milioni di studenti” è l’analisi del coordinatore.

VirgilioNotizie | 12-02-2021 08:48

Spostamenti tra Regioni, proroga divieto fino al 25 febbraio Fonte foto: ANSA
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