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Covid, i numeri spaventano Ricciardi: "Rischiamo terza ondata"

Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute, lancia l'allarme: il giorno dopo il nuovo Dpcm parla della "prospettiva di una terza ondata"

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato:

Mentre l’Italia si ritrova a fare i conti con la seconda ondata e un nuovo Dpcm che dà una stretta alle misure di contenimento, Walter Ricciardi parla della “prospettiva di una terza ondata“. Il consulente del ministro della Salute, che durante la prima ha fatto parte del gruppo di lavoro per studiare strategie di tracciamento, in un’intervista concessa a Repubblica si è riferito alla situazione di alcuni Paesi dell’Estremo Oriente, ma non solo: “In alcune regioni è troppo tardi perché fronteggiano una crescita esponenziale del contagio. Non possono più basarsi sul tracing, devono fare chiusure. Altrove però il tracciamento va potenziato: c’è la prospettiva di una terza ondata”.

Covid, il tracciamento è un problema: Ricciardi punta il dito su Immuni

Il tracciamento, secondo Walter Ricciardi, è il punto debole della gestione dell’emergenza da parte dell’Italia: è necessario pensare a soluzioni “tecnologicamente più penetranti rispetto a quelle usato adesso”.

La critica è diretta a Immuni, app ‘colpevole’ di dare “solo la notifica dell’avvenuto contagio”, mentre sarebbe opportuna “qualche forma di georeferenziazione per ricostruire la catena dei contatti. Lo proposi ad aprile ma mi dissero che non si poteva fare, le forze politiche erano tutte contrarie”.

Se da un lato è vero che Immuni è stata “scaricata da poche persone”, per l’esperto ha comunque “un’utilità limitata dal fatto che consente la segnalazione del contatto ma non la vera indagine epidemiologica e non permette di dare prestazioni aggiuntive ai positivi, come l’offerta di test domiciliari“.

Covid, problemi negli ospedali: medici contagiati e vaccino lontano

Un altro problema è il personale medico a disposizione: “Vivremo mesi col virus – sostiene Ricciardi – dobbiamo avere soldati in trincea e ora sono troppo pochi. Se non hai uomini e disponi di strumenti tecnologici limitati, il virus entra, scavalca la trincea e dilaga”.

Ci sono delle Regioni più in difficoltà rispetto ad altre, come ad esempio Lombardia e Campania. Secondo l’ex presidente dell’Iss “vanno fatte chiusure mirate, non è più il momento di lockdown generalizzati. Ma i governatori devono assumersi le loro responsabilità. Ad alto rischio ora ci sono Milano e Napoli ma anche Roma, tra un po’, potrebbe essere nella stessa situazione”.

I contagi aumentano sempre di più e per Ricciardi la colpa è di atteggiamenti di due-tre settimane fa: “Serate fuori, movida, assembramenti in circoli, palestre, luoghi dove ci si incontra in tanti per manifestazioni varie. Poi ci sono i trasporti pubblici. Il tutto si convoglia nelle case, dove avviene la trasmissione intrafamiliare, che genera il maggior numero di casi. Così in certe zone del Paese si è perso il controllo, la crescita dei casi non è più lineare, ma esponenziale”.

Anche la situazione negli ospedali inizia a peggiorare: “Reggono magari le rianimazioni, ma non gli altri reparti. Arrivano i pazienti Covid e gli altri malati vengono espulsi dall’ospedale. C’è il ritorno delle infezioni tra il personale sanitario. Col freddo arriveranno influenza e raffreddamenti: rischiamo il disastro“.

Infine, una previsione sul vaccino: “Non è più certo che arriverà a dicembre, anzi. Ema, l’ente regolatorio europeo, ha detto che sarebbe un miracolo se lo avessimo nel 2020, tenendo conto dei tempi dell’autorizzazione, che anche se accelerata deve garantire qualità e sicurezza. Arriverà di certo ma adesso non sappiamo quando”.

Covid, nuovo Dpcm del 18 ottobre: cosa cambia Fonte foto: Ansa
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