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Covid, nuova scoperta sugli anticorpi: in 3 mesi cambia qualcosa

Dopo tre mesi dalla comparsa dei primi sintomi del coronavirus, gli anticorpi non sono gli stessi: cosa cambia secondo un nuovo studio

Con il passare del tempo, aumentano gli studi sulla Covid-19 che si concentrano sugli effetti del coronavirus sull’organismo a distanza di mesi, soprattutto per quanto riguarda gli anticorpi. In particolare, da uno studio canadese condotto dai ricercatori dell’Héma-Québec blood Center è emersa una novità che riguarda la presenza di anticorpi contro il Sars-CoV-2 a distanza di tre mesi.

I ricercatori hanno scoperto che nell’organismo gli anticorpi iniziano a diminuire a distanza di tre mesi dalla comparsa dei sintomi della Covid-19. Per questo motivo, il plasma da usare come terapia nei pazienti più gravi andrebbe raccolto entro una precisa finestra temporale, come indica uno studio canadese.

Pubblicati sulla rivista Blood, i risultati potrebbero avere importanti implicazioni anche per quanto riguarda la copertura offerta dai vaccini e sulla tempistica con cui vanno condotti i test sierologici per conoscere la diffusione del coronavirus nella popolazione.

“Sulla base dei nostri dati – ha affermato all’Ansa l’autrice dello studio Renée Bazin -, gli anticorpi contro il nuovo coronavirus non sono eterni“.

Come si è giunti a questa conclusione? Il team di ricerca ha preso in esame 15 adulti (11 uomini e 4 donne) guariti da Covid-19, tutti con sintomi di gravità da moderata a severa, sebbene nessuno sia stato ricoverato in ospedale.

Ognuno dei partecipanti ha donato il plasma dalle quattro alle nove volte, con la prima donazione avvenuta tra 33 e 77 giorni dalla comparsa dei sintomi, mentre l’ultima donazione è avvenuta tra 66 e 114 giorni dopo.

Dalle analisi è così emersa una riduzione degli anticorpi non legata al numero di donazioni, bensì al tempo trascorso dall’infezione e all’indebolimento della risposta immunitaria. Tutti e 15 i donatori, infatti, hanno mostrato un calo degli anticorpi intorno all’88esimo giorno, e metà degli anticorpi identificabili sono spariti nei 21 giorni successivi.

“I pazienti guariti dalla Covid-19 che vogliono donare il plasma non devono aspettare troppo”, ha precisato Bazin. “I medici dovrebbero usare il plasma raccolto presto e verificare la presenza di anticorpi prima di darlo al paziente ricevente”.

Negli ultimi giorni, inoltre, a far parlare è stata un’altra scoperta sulle difese immunitarie: sono stati individuati due super anticorpi che bloccano l’attacco del coronavirus e tra i ricercatori c’è anche l’italiano Massimo Galli.

VIRGILIO NOTIZIE | 01-10-2020 20:34

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