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Covid, La Vecchia: "Non tornerà il dramma avvenuto in primavera"

L'epidemiologo Carlo La Vecchia ha fatto il punto della situazione coronavirus in Italia, spiegando perché i contagi oggi fanno meno paura

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato:

Carlo La Vecchia, epidemiologo e docente di Statistica medica alla Statale di Milano, ha cercato di fare il punto sulla situazione coronavirus in Italia dove negli ultimi giorni si sono registrati più contagi. Intervistato dal Corriere della Sera lo studioso ha dichiarato che, secondo le sue previsioni, i nuovi casi continueranno ad aumentare ma non ci sarà più l’effetto drammatico che c’è stato a marzo e aprile 2020. “Questo non deve allarmare: anche se dovessero arrivare a mille nuovi positivi al giorno in Italia, o anche di più”, spiega, spostando il tema sulla questione ospedali: “Il vero tema è il sovraccarico del servizio sanitario, l’impossibilità di curare un numero esorbitante di malati gravi, e su questo non torneremo al dramma della scorsa primavera”.

La Vecchia si sofferma anche sull‘argomento scuola, assai dibattuto negli ultimi giorni. Anche perché settembre si avvicina e la riapertura pure: “Le scuole alla fine sono il posto più sicuro per i bambini e i ragazzi. Non possiamo neppure pensare di tenerli ancora lontani dalle classi, o peggio ancora chiusi in casa. Dal punto di vista sociale sarebbe impossibile, il sistema avrebbe un crollo. Dobbiamo istruirli”.

L’epidemiologo rileva inoltre un dato positivo vale a dire che la “Lombardia, in questa fase, è in linea con i dati nazionali, non ha più una diversità dalle altre Regioni come accadeva all’inizio dell’epidemia”.

Lo studioso torna sul tema nuovi casi di Covid-19 affermando che è probabile che anche “l’Italia, nelle prossime settimane, arrivi a una situazione simile” a quella di Francia e Spagna, “con qualche migliaio di contagi al giorno. Dunque un aumento della diffusione, ma attenzione: non in maniera esponenziale, come avveniva a febbraio/marzo, quando ogni due giorni c’era il raddoppio di tutti i numeri”.

La Vecchia rimarca che il tema chiave è la pressione delle strutture sanitarie che al momento sono sotto controllo. Inoltre aggiunge che “bisogna tenere ben presenti le migliori capacità dei nostri medici di affrontare la malattia. È un aspetto non secondario”. Non solo: anche i metodi di tracciamento si sono incrementati “al contrario di quel che accadeva in primavera”.

Ma il coronavirus quando finirà di circolare completamente? “Fino a che non ci sarà un vaccino”.

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Coronavirus: i focolai in Italia. Dove e quanti casi Fonte foto: ANSA
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