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Covid, cromosoma rende vulnerabili: Mantovani ha un'arma genetica

Un cromosoma rende vulnerabili al coronavirus: la teoria di Mantovani apre la strada a nuove applicazioni genetiche contro l'epidemia

Nuove armi contro il coronavirus potebbero arrivare dagli studi genetici. Il professor Mantovani, immunologo e direttore scientifico dell’Istituto Humanitas di Milano, ha rivelato al Corriere della Sera che potrebbe essere un cromosoma a rendere vulnerabili le persone.

Quale gene rende vulnerabili al coronavirus: la teoria di Mantovani

“Stiamo cercando di capire – ha spiegato Mantovani – quali geni possono rendere le persone più vulnerabili al virus. Noi, come Humanitas, con altri gruppi italiani, ne abbiamo scoperto uno che ha a che fare con le chemochine, sostanze che intervengono nelle prime difese dell’organismo contro i virus”.

È il cromosoma numero 3 quello incriminato, secondo lo studioso: “Altri lavori, oltre ai nostri, dimostrano che, nel 3-4 per cento dei pazienti con forme gravi, l’alterazione di certi geni, su questo cromosoma, fa sì che non venga prodotto interferone, una sostanza indispensabile nel contrastare, al primo attacco, le aggressioni virali”.

La genetica, però non è tutto: “Incidono molto, sulla suscettibilità alla malattia, le condizioni socio-economiche: la povertà, innanzitutto”. Inoltre, “sembrerebbe che le persone con gruppo sanguigno A vadano più facilmente incontro a una malattia grave, ma è tutto da dimostrare”.

Genetica come arma anti Covid: il punto della ricerca

Gli studi sulla genetica come arma contro il coronavirus hanno applicazioni “dietro l’angolo: per esempio la ricerca di biomarcatori che ci possono dire se una persona, colpita dall’infezione, è a rischio di andare incontro a forme gravi”, ha spiegato Mantovani.

“All’Humanitas – ha precisato – ci stiamo impegnando su questo fronte, anche usando l’intelligenza artificiale per la gestione dei dati dei pazienti. Non dimentichiamo, però, che sul nuovo coronavirus stiamo tutti lavorando da sette mesi, mentre nella ricerca di una medicina personalizzata contro il cancro, per dire, il tutto è cominciato trent’anni fa. E i risultati si stanno vedendo ora”.

Per quanto riguarda il Remdesivir, per Mantovani “funziona” mentre gli anticorpi, “non hanno dato risultati positivi. L’alternativa: si possono fabbricare in laboratorio. E qui sono in corso studi clinici”.

La ricetta anti contagio di Mantovani

Lo stile di vita è fondamentale per la lotta contro la Covid-19: “La mia formula è 0-5-30. Zero fumo, che danneggia i polmoni e comunque predispone a infezioni respiratorie. Cinque sono le porzioni al giorno di frutta e verdura, nella dieta che aiuta a stare sani. E 30 minuti di esercizio fisico. Io abito all’ottavo piano e non uso l’ascensore”, ha detto l’immunologo.

Aumento dei contagi, il parere di Mantovani

In merito all’aumento esponenziale dei contagi in Italia, soprattutto a Milano e in Lombardia, Mantovani ha fatto una metafora calcistica: “Stiamo giocando come in una partita di calcio – ha raccontato al Corriere della Sera -. Abbiamo sofferto per tutto il primo tempo, in primavera, ma siamo rimasti in piedi, anche se a caro prezzo. Poi c’è stato l’intervallo dove abbiamo un po’ respirato. Adesso è cominciato il secondo tempo“.

VIRGILIO NOTIZIE | 15-10-2020 09:46

Coronavirus, quali sono i farmaci che si sono rivelati efficaci Fonte foto: Ansa
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