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Covid, Battiston: "Andiamo verso una terza ondata incontenibile"

Roberto Battiston delinea uno scenario poco rassicurante in vista di una terza ondata di Covid-19

Si torna a parlare di terza ondata di coronavirus. Dopo le buone notizie sulla somministrazione dei primi vaccini anti-Covid in Italia, si allunga lo spettro di una nuova pesante ondata di contagi. A parlarne in un’intervista del Corriere della Sera è il professor Roberto Battiston, fisico sperimentale che fino al 2018 è stato presidente dell’Agenzia spaziale italiana.

Covid, Battiston: “Verso terza ondata incontenibile”

“La situazione a livello nazionale dell’epidemia di Covid è piuttosto preoccupante”, ha esordito Battiston, precisando che “se non stiamo più che attenti andiamo incontro a una terza ondata incontenibile”.

Battiston ha lodato gli effetti delle misure di contenimento, ma ha sollevato alcuni timori per quando vengono rimosse. L’effetto delle misure, ha detto Battiston, si può osservare chiaramente sull’indice Rt: partendo da quello del 6 novembre, quando l’Italia è stata suddivisa in zone di rischio, fino a quello di oggi.

Gli effetti dei Dpcm sull’indice Rt

Il 6 novembre l’indice Rt era 1,5, in altre parole per ogni persona c’era un contagio e mezzo in più. Il mese dopo, il 6 dicembre, Battiston ha osservato che l’Rt è sceso a 0,95 a livello nazionale, grazie ai provvedimenti del Dpcm di novembre.

Adesso, ha spiegato Battiston, l’Rt “oscilla da tre settimane tra 0,85 e 0,90, ma è molto differenziato per regioni. Questo perché con la libertà di movimento c’è stata anche la preparazione al Natale”.

Lo scenario per gennaio

La situazione a gennaio potrebbe essere migliore grazie alla zona rossa imposta durante le festività, ma per Battiston il quadro potrebbe compromettersi “per la quantità di infetti attivi che ci sono ancora in circolazione: quasi 600 mila. La matematica di quest’epidemia non è poi così complicata: dipende contemporaneamente dal numero di infetti e da Rt: la combinazione di questi due fattori deve essere il più bassa possibile”.

Le persone attualmente positive sono circa dodici volte in più di quelle che c’erano a settembre, quando erano 50mila: in tre mesi si sono moltiplicate esponenzialmente, con la seconda ondata.

Come ne usciremo secondo Battiston

Per Battiston, la strategia migliore per debellare il virus è tenere tutto chiuso come è stato fatto in Cina, Taiwan o in Corea del Sud: “Hanno tenuto tutto chiuso fino a quando non sono arrivati a zero contagi, e anche lì hanno riaperto dopo una settimana. Ma noi non possiamo fare così, né la Francia, la Spagna, l’Inghilterra, la Germania”.

Alcune attività potrebbero rimanere ancora chiuse a gennaio, ma non potendo chiudere di nuovo tutto, per l’Italia si prospetterà uno scenario migliore quando la maggior parte degli italiani sarà vaccinata e sarà quindi raggiunta l’immunità di gregge, ha concluso l’esperto.

VirgilioNotizie | 29-12-2020 09:46

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