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Coronavirus, l'annuncio di Speranza: "La svolta non è lontana"

Il ministro Roberto Speranza ha fatto il punto sull'emergenza sanitaria, spiegando cos'è cambiato rispetto a marzo 2020

Per uscire dall’emergenza Covid, ha dichiarato Roberto Speranza, “la svolta non è lontana”. Il ministro della Salute, intervenuto in collegamento con Stasera Italia week-end, la trasmissione di approfondimento condotta dalla giornalista Veronica Gentili su Rete 4, ha aggiunto che “siamo ancora in una situazione complicata” anche se il “quadro è diverso” rispetto allo scorso anno. “Da un lato ci sono le misure” per arginare i contagi da coronavirus, e dall’altro abbiamo “le vaccinazioni“.

Covid, cos’è cambiato rispetto a marzo 2020 per il ministro Speranza

“Chi dice che siamo come a marzo del 2020 dice una cosa che è clamorosamente inesatta perché un anno fa non avevamo i vaccini”. Inoltre “non avevamo gli anticorpi monoclonali“, ha spiegato Roberto Speranza. L’anno scorso “eravamo in difficoltà con i respiratori e le mascherine. Oggi c’è un quadro totalmente diverso”.

Questo, ha sottolineato il capo del dicastero del Lungotevere Ripa, “non significa che non servano le misure. In questo istante, qui e ora, abbiamo ancora bisogno delle misure per governare la cura, ma è chiaro che stiamo costruendo le condizioni per poter guardare con ragionata fiducia alle prossime settimane”.

“Abbiamo ripreso la vaccinazione con AstraZeneca” il 19 marzo alle 15 “e c’è stata un’adesione significativa. Questo significa che alla fine le persone capiscono, come è giusto che sia, che il vaccino è la vera arma per chiudere definitivamente questa stagione così complicata”.

“La stragrande maggioranza del personale sanitario si è vaccinata e anche molto presto. Hanno dato un esempio assolutamente positivo e anche per questo li ringraziamo”, ha dichiarato Roberto Speranza su Rete 4.

Covid, Roberto Speranza fa chiarezza sulle riaperture e i rigoristi

“La linea che io provo a seguire è quella della tutela della salute”, ha spiegato il ministro della Salute, rifiutando le etichette. “Non si tratta di essere rigoristi o tifosi delle aperture. Si tratta di essere realisti. Se c’è una curva che cresce, se c’è il contagio che corre, se le persone perdono la vita abbiamo il dovere di intervenire”.

“Questo è il mandato della Costituzione su cui abbiamo giurato e credo che su questo non siano permesse scorciatoie, divisioni o leggerezze. Dobbiamo essere molto seri e lavorare per tutelare la salute e la vita delle persone”, ha concluso Roberto Speranza.

VirgilioNotizie | 20-03-2021 21:59

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