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Cospito, la Procura chiede l'ergastolo per l'anarchico: barista ferito durante le proteste

La Procura ha chiesto l'ergastolo per Cospito, l'anarchico condannato per gli ordigni del 2006. A Torino tensioni durante il corteo degli anarchici

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A Torino la Procura della Repubblica ha chiesto l’ergastolo per Alfredo Cospito, l’anarchico della Fai (Federazione Anarchica Informale) che in questo momento si trova sotto regime carcerario 41 bis presso la casa circondariale di Sassari. Nel frattempo all’esterno del Palazzo di Giustizia circa 250 anarchici – scrive ‘Il Messaggero’ – si sono mobilitati e – scrive ‘TgCom24’ – un gruppo di contestatori avrebbe aggredito un barista nel corso del corteo.

Alfredo Cospito, la Procura chiede l’ergastolo

Attualmente Cospito si trova detenuto presso il carcere di Bancali (Sassari) sotto regime 41 bis, per questo è intervenuto in aula in videoconferenza.

Oggi, lunedì 5 dicembre 2022, sta avendo luogo l’udienza di Appello. Francesco Saluzzo, procuratore generale, a conclusione della sua requisitoria ha chiesto l’ergastolo e dodici mesi di isolamento diurno.

Anarchici a TorinoFonte foto: ANSA
Gli anarchici a Torino protestano per Alfredo Cospito

Per Anna Beniamino, compagna di Cospito che si trova al carcere di Rebibbia, Saluzzo ha invece chiesto 27 anni e un mese.

L’episodio al centro dell’udienza è l’attentato presso la scuola allievi dei carabinieri di Fossano (Cuneo), quando due ordigni esplosero nella notte tra il 1° e il 2 giugno 2006 nascosti in due cassonetti dell’immondizia.

Per questo attentato Cospito fu condannato a 20 anni mentre Anna Beniamino a 16. La Cassazione ha rinviato gli atti alla Corte D’Appello per rideterminare le condanne. Nel luglio 2022, infatti, Cospito era stato condannato per devastazionesaccheggiostrage – scrive ‘Il Fatto Quotidiano’ – in base all’art. 285 del codice penale che prevede la pena dell’ergastolo.

La decisione sul rivalutare il reato come strage politica – scrive ‘Ansa’ – spetta a Piera Caprioglio, presidente della Corte D’Appello di Torino.

Cospito e lo sciopero della fame: “Condannato in un limbo senza fine”

Da circa 45 giorni Alfredo Cospito sta conducendo lo sciopero della fame per protestare contro il carcere duro.

Durante l’udienza Cospito ha rilasciato una dichiarazione spontanea. Le sue parole: “Condannato in un limbo senza fine, in attesa della fine dei miei giorni. Non ci sto e non mi arrendo ma continuerò il mio sciopero della fame per l’abolizione del 41 bis e dell’ergastoloostativo fino all’ultimo mio respiro per far conoscere al mondo questi due abomini repressivi di questo Paese”.

Ancora: “La magistratura italiana ha deciso che, troppo sovversivo, non potevo avere più la possibilità di rivedere le stelle, la libertà, si è preferito l’ergastolo ostativo, che non ho dubbio mi darete, con l’assurda accusa di aver commesso una strage politica per due attentati dimostrativi in piena notte, in luoghi deserti, che non dovevano e non potevano ferire o uccidere nessuno”.

I due ordigni esplosi nel giugno 2006, infatti, non fecero vittime.

Quindi, Cospito ha concluso: “Non soddisfatti, si è deciso, oltre all’ergastolo ostativo, visto che dal carcere continuavo a scrivere e collaborare alla stampa anarchica, di tapparmi la bocca per sempre con il 41 bis”.

Anche Anna Beniamino ha rilasciato una dichiarazione spontanea durante la quale ha parlato di “processo politico” per una “strage senza strage attribuita senza prove“.

Le tensioni durante il corteo: aggredito un barista

Come detto in apertura, all’esterno del Palazzo di Giustizia si è radunato un gruppo di circa 250 anarchici per manifestare solidarietà a Cospito. Alle 13 è partito un corteo con striscioni che recitavano: “Fuori Alfredo dal 41 bis” e: “Al fianco di Alfredo e Anna, stragista è lo Stato”.

Secondo i quotidiani nazionali, tra cui ‘Il Messaggero’, i manifestanti avrebbero lasciato alcune scritte sui muri delle banche.

Un barista, uscito dal suo locale per lamentarsi degli atti vandalici, sarebbe stato malmenato da alcuni dimostranti.

Durante il corteo sarebbero state lanciate anche delle bombe carta.

Gli anarchici dietro l’attentato a Susanna Schlein?

Nella notte tra il 1° e il 2 dicembre ad Atene è stata data alle fiamme l’auto di Susanna Schlein, Prima Consigliera dell’Ambasciata Italiana in Grecia.

Secondo il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi potrebbe esserci un legame tra l’episodio e le proteste contro il carcere duro di Alfredo Cospito e per questo Giorgia Meloni ha parlato di “pista anarchica”.

All’esterno dell’Ambasciata, inoltre, il giorno prima dell’attentato qualcuno ha appeso un manifesto che mostrava Benito Mussolini appeso a testa in giù in Piazzale Loreto, con la scritta: “Follow your leader”. Il gesto è stato attribuito al gruppo anarchico Roubikonas.

La protesta degli anarchici: “Dopo Piazza Fontana ancora anarchici accusati di strage”

All’esterno del Palazzo di Giustizia Pasquale Valitutti, al microfono, ha detto: “Sono 53 anni dalla strage di piazza Fontana che vediamo anarchici giudicati di strage”.

Poi: “Neanche per la strage di Bologna è stato formulato il reato di strage politica e lo vogliono fare oggi per due petardoni”.

cospito Fonte foto: ANSA
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