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Camilla e Gaia investite, la richiesta del pm. Parla Genovese

Parla Pietro Genovese davanti al gup nel processo con rito abbreviato sulle sedicenni investite a Roma

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato:

“Non ho visto le due ragazze. Ricordo di essermi fermato al semaforo e di essere ripartito con il verde. Non volevo uccidere nessuno ne’ volevo scappare: la mia vita è distrutta ” ha detto così davanti al gup, Pietro Genovese, il figlio del regista Paolo, che nel dicembre scorso ha investito due sedicenni in Corso Francia, a Roma, provocandone la morte.  Per il giovane accusato di duplice omicidio stradale nell’incidente in cui hanno perso la vita Gaia Von Freymann e Camilla Romagnoli, il pm capitolino ha chiesto 5 anni di carcere, come riporta Ansa.

Morte in Corso Francia, Genovese in aula: la vicenda

Le dichiarazioni spontanee fatte dell’imputato in aula non hanno però convinto Cristina Romagnoli, la mamma di Camilla: “Sono profondamente delusa dalle dichiarazioni di Genovese, sembrava una recita, lui era indifferente a quello che è successo. Non si è mai voltato a guardarci. Non ha mai chiesto perdono”.

“Genovese ha ribadito le sue assurdità, come quella di essersi fermato e di non averle viste – ha detto la donna assistita dall’avvocato Cesare Piraino -. Al di là del ‘sono affranto’, non ci ha detto altro. Non si è mai girato. Sembrava che seguisse un copione imparato a memoria”.

Sul caso è ripreso oggi il processo abbreviato di fronte al gup di Roma Gaspare Sturzo. Pietro Genovese è agli arresti domiciliari dal 26 dicembre del 2019. Ma secondo quanto riportato dal Corriere della sera, lo scorso 22 maggio avrebbe organizzato una festa a casa con un paio di amici, che ha portato a un controllo delle forze dell’ordine con conseguente segnalazione al gip.

La notte tra il 21 e il 22 dicembre 2019 le due sedicenni, compagne di banco, avevano trascorso la serata nella zona di Ponte Milvio, come in un fine settimana qualsiasi. Quando decidono di tornare a casa nel quartiere Fleming, si dirigono verso Corso Francia e cominciano ad attraversare la strada a scorrimento veloce con l’intenzione di scavalcare il guardrail.

La strada era buia con l’asfalto bagnato dalla pioggia e in quel momento sopraggiunge la Renault Koleos guidata da Pietro Genovese, 20 anni, con altri due amici a bordo che le investe a quasi 90 km/h, velocità doppia al limite previsto in quel tratto, secondo la tesi dell’accusa riportata dal Corriere.

Morte in Corso Francia, Genovese in aula: l’accusa

Il parere dei pm, inoltre, è che Genovese avrebbe avuto in corpo un tasso alcolico di circa tre volte superiore al consentito e avrebbe inviato dei video con il cellulare un attimo prima dell’incidente.

Il giudice dovrà stabilire se Gaia e Camilla hanno attraversato col rosso a circa venti metri di distanza dalle strisce, come ricostruito dal consulente dell’accusa, l’ingegner Mario Scipione, oppure se le due sedicenni sono state investite mentre stavano attraversando le strisce con il verde per i pedoni, come sostengono invece i periti delle parti civili.

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Corso Francia, appare un murales in memoria di Gaia e Camilla Fonte foto: Ansa
Corso Francia, appare un murales in memoria di Gaia e Camilla
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