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Coronavirus, un supercomputer per la ricerca su farmaci e vaccini

Si chiama Cresco6 ed è stato messo a disposizione dal centro dell'Enea con sede a Portici, in provincia di Napoli

La ricerca su farmaci e vaccini contro il coronavirus ha richiesto il dispiegamento di risorse tecnologiche d’eccellenza. È il caso del supercomputer messo in campo dal centro dell’Enea nella città di Portici, in provincia di Napoli. Secondo quanto riferisce l’Ansa, il presidente dell’Enea Federico Testa ha dichiarato: “Crediamo che il supercomputer possa dare un contributo vitale in questo momento così cruciale per il nostro Paese per la ricerca di farmaci, vaccini e l’elaborazione di dati”.

Si chiama Cresco6 e si tratta di uno dei supercomputer più potenti d’Italia, capace di svolgere fino a 1,4 milioni di miliardi di operazioni matematiche al secondo.

Secondo quanto riferito da Testa, il gruppo di ricerca dell’Università di Firenze coordinato da Piero Procacci sta già usufruendo di Cresco6, per lo studio di un processo in grado di bloccare il meccanismo di replicazione del coronavirus SarsCoV2.

In ambito pubblico, il supercomputer Cresco6 è il secondo per ordine d’importanza in Italia, preceduto da quello del consorzio interuniversitario Cineca. È inoltre tra i primi 500 grazie alla sua immensa potenza di calcolo di 1.4 PetaFlops.

Viste le sue caratteristiche, Cresco6 può fornire in poche ore una previsione affidabile sui farmaci e i vaccini studiati, grazie al lavoro simultaneo di migliaia di processori.

Sul fronte dei farmaci utilizzati per trattare le infezioni da coronavirus, il virologo Roberto Burioni ha parlato di un farmaco degli anni ’50, il Plaquenil, che durante l’epidemia della Sars si rivelò efficace.

VirgilioNotizie | 30-03-2020 12:44

Coronavirus, città deserte nel mondo: le immagini Fonte foto: ANSA
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