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Coronavirus, il retroscena su Oms e Cina e il ritardo sui dati

Alcuni documenti dell'Associated Press farebbero luce sui veri rapporti tra Oms e Cina

Emergono alcuni dettagli sui rapporti tra l’Oms e la Cina, sulla base di alcuni materiali raccolti dall’Associated Press. Stando a quanto riporta il Corriere della Sera, che cita l’agenzia stampa statunitense, le dichiarazioni rilasciate dall’Oms circa la trasparenza con cui è stata gestita l’epidemia di coronavirus sarebbero state una montatura per ottenere maggiori informazioni; di fatto, l’Oms avrebbe invece intrattenuto cattivi rapporti con Pechino per i ritardi e il riserbo sui dati.

Il ritardo nel comunicare le informazioni

Secondo quanto sostenuto dall’Associated Press, la Cina avrebbe indugiato nel riferire i dati sul genoma e sulla capacità di diffusione del virus per mantenere “un ferreo controllo sull’informazione e dalla competizione interna al sistema sanitario cinese”.

Questo avrebbe quindi intralciato il lavoro dei funzionari dell’Onu quando le prime polmoniti anomale stavano iniziando a diffondersi a Wuhan.

Le tappe della pandemia di coronavirus

Secondo la ricostruzione, i primi casi di polmoniti risalgono già a fine dicembre, mentre il virus è stato decodificato il 2 gennaio. Ma la Commissione sanitaria cinese aveva vietato ai laboratori e alla virologa Shi Zhengli, che si era occupata di decodificare il virus, di diffondere la notizia.

È stato soltanto l’11 gennaio che le autorità cinesi hanno divulgato il genoma del virus, dopo che un altro scienziato di Shanghai aveva deciso autonomamente di renderlo noto, venendo punito con la chiusura del suo laboratorio.

Il 20 gennaio le autorità cinesi hanno riconosciuto che il virus poteva essere trasmesso da uomo a uomo, ma si sono rifiutate di fornire all’Oms le informazioni che richiedeva. Il direttore dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, fu quindi costretto a recarsi in Cina e il 30 gennaio l’organizzazione aprì finalmente all’emergenza mondiale.

I documenti a cui fa riferimento l’Associated Press entrano quindi in contrasto con quanto finora affermato pubblicamente dall’Oms, ovvero che la Cina ha agito con trasparenza e tempestività. Ma viene in qualche modo contraddetto anche il presidente Usa Donald Trump, che ha accusato l’Oms di essere filocinese e ha sospeso i finanziamenti all’organizzazione.

VirgilioNotizie | 02-06-2020 16:52

A Times Square spunta l'orologio della morte di Trump Fonte foto: ANSA
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