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Coronavirus, quanti sono i casi reali oggi: numeri a sei cifre

Secondo La Vecchia, i positivi al coronavirus reali sarebbero molti di più di quelli rilevati dagli screening ufficiali

L’ultimo bollettino del Ministero della Salute ha notificato la presenza di 79.075 persone attualmente positive in Italia. Il numero è il risultato di 104.658 tamponi effettuati nelle 24 ore precedenti. Ma com’è noto, i positivi potrebbero essere molti di più; perché asintomatici, o perché sfuggiti alle maglie dei controlli, o perché sono entrati a contatto inconsapevolmente con persone positive e quindi non si sono sottoposti al tampone.

Coronavirus, quanti sono i positivi reali in Italia

Secondo Carlo La Vecchia, professore di statistica medica all’Università Statale di Milano, le cifre reali sarebbero sei volte tanto. Su Repubblica, il professore ha parlato di 500mila casi reali, sulla base di un calcolo partito dalle persone asintomatiche che si scoprono positive in maniera indiretta.

Si tratta, ad esempio, di persone sottoposte a tampone perché hanno richiesto delle cure in ospedale, o a seguito di test sierologici che, se positivi, richiedono che venga fatto anche il tampone.

“Tra questi insospettabili, che sono uno specchio della popolazione generale, la quota di contagiati è l’1%”, ha detto La Vecchia. Una percentuale che, in rapporto alla popolazione italiana, suggerirebbe che i positivi reali possano essere 500mila.

“Sarebbero di più, ma è opportuno sottrarre i bambini dal calcolo, perché la dinamica dei contagi fra loro è diversa”, ha poi sottolineato il docente.

Coronavirus, l’epidemia potrebbe sfuggire al controllo

La Vecchia ha spiegato le conseguenze di un numero così importante di contagi, qualora le sue stime dovessero rivelarsi reali: “Un’epidemia di queste dimensioni non può essere tenuta sotto controllo solo con i tamponi e il tracciamento dei contatti”.

Tuttavia, l’esperto ha allontanato l’ipotesi del lockdown come soluzione al problema, sottolineando piuttosto l’importanza delle misure precauzionali: “Il calcolo ribadisce, se ce ne fosse ancora bisogno, che mascherine e distanza sono uno strumento fondamentale. Se il virus è più diffuso di quanto pensiamo, dobbiamo stare attenti e difenderci”.

Coronavirus, l’aspetto positivo dell’avere tanti contagi

Il docente ha quindi evidenziato l’unico aspetto positivo dell’avere così tanti contagi in Italia, ovvero che “la quota della popolazione con una qualche immunità aumenta, come dimostra la minor espansione della patologia grave in Lombardia ora, e che la gravità della malattia è inferiore a quanto avevamo calcolato in un primo momento”.

Coronavirus, il confronto coi dati di marzo

Sebbene i numeri dei positivi di oggi siano paragonabili a quelli di marzo, non si può dire lo stesso della mortalità e della gravità dei casi. Questo aspetto non sarebbe riconducibile a una mutazione del coronavirus, della quale non vi è evidenza scientifica, ma piuttosto al fatto che “a marzo eravamo in emergenza assoluta”, ha spiegato La Vecchia.

“Non riuscivamo a fare i tamponi nemmeno ai malati, figuriamoci agli asintomatici. Curavamo solo le persone gravi. Oggi va molto meglio, ed è merito del fatto che abbiamo imparato a proteggerci con mascherine e distanze. Ci si infetta ancora, ma probabilmente con quantità inferiori di virus”, ha concluso il docente.

VIRGILIO NOTIZIE | 12-10-2020 12:54

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