,,

Covid: più contagi ma morti restano stabili. Come leggere i dati

Negli ultimi giorni, stando al bollettino ufficiale, si sono impennati i casi di contagi da coronavirus. Le morti sono però stabili: ecco perché

Negli ultimi giorni la curva di contagi relativa al coronavirus ha ripreso ad alzarsi in modo piuttosto netto. Nella giornata di ieri 7 agosto ad esempio sono stati registrati 550 nuovi positivi. Un numero assai maggiore rispetto ai 150-200 casi giornalieri che sono stati rilevati tra giugno e luglio. A che cosa è dovuta questa impennata? E soprattutto perché negli ospedali la situazione rimane stabile? E ancora: perché il numero dei morti rimane contenuto seppur ci sono più contagiati? Tutte domande che non hanno una risposta sicura. Certo è, però, che si può fare una riflessione sui dati a disposizione.

Prima domanda: perché i contagi sono aumentati? I fattori possono essere diversi. Come ha rilevato il Corriere della Sera oggi si fanno più tamponi (e maggiore tracciamento dei contatti) e quindi è più probabile trovate nuovi casi. In più c’è, rispetto a dopo la fine della quarantena, minore adesione alle norme di anti coronavirus (utilizzo mascherina, lavaggio delle mani, distanziamento). Da segnalare anche che ci sono più ingressi da zone estere dove il virus circola di più.

Con l’innalzamento dei contagi l’indice Rt è andato oltre il valore di 1 in quasi tutte le regioni. Un campanello d’allarme che invita tenere alta l’attenzione. Intanto però i ricoveri in terapia intensiva e i decessi si mantengono stabili.

Guardando ai dati del 7 agosto, negli ospedali italiani ci sono 42 pazienti in terapia intensiva e 779 ricoverati con sintomi. Tutti gli altri, che all’incirca sono poco più di 12mila, si trovano in isolamento domiciliare – sono gli asintomatici o paucisintomatici.

Sempre come fa notare il Corriere della Sera, se si torna indietro di una settimana, cioè se si guarda a venerdì 31 luglio, i positivi totali erano 12.422 (502 in meno rispetto ai 12.924 del 7 agosto), di cui 41 in terapia intensiva, cioè solo un paziente in meno rispetto al 7 agosto. I ricoverati con sintomi al 31 luglio erano invece 716, 63 in meno rispetto al 7 agosto.

Riassumendo, in una settimana si conta una persona in più in terapia intensiva e 63 nuovi ricoverati. Appare chiaro che al momento la situazione ospedaliera non stia risentendo dell’aumento dei contagi.

C’è poi l’analisi dei decessi: dal 31 luglio al 7 agosto le vittime per coronavirus sono stati 58 (al giorno hanno variato da un minimo di 3 a un massimo di 12). Rispetto alla settimana scorsa ci sono quindi stati 18 morti in più, ma 17 in meno rispetto a quella ancora precedente.

I nuovi casi, sempre numeri alla mano, scaturiscono spesso da focolai che vengono subito identificati e circoscritti: nel Mantovano, a Firenze, tra i migranti ospitati in una caserma di Treviso, a Cosenza. Ci sono poi piccoli gruppi, composti da famiglie o comitive di amici, in cui il virus circola per via della convivenza o di occasioni di ritrovo.

Un altro dato che è stato oggetto di attenzione di recente è quello che indica come l’età media dei contagiati sia scesa parecchio (è intorno ai 40 anni). I motivi principali potrebbero essere tre: perché vengono effettuati più tamponi ai giovani, perché sono cresciuti i casi importati dall’estero e perché i ragazzi tendono, in diverse circostanze, a osservare meno rispetto agli anziani le norme anti covid.

VIRGILIO NOTIZIE | 08-08-2020 16:22

Coronavirus: i focolai in Italia. Dove e quanti casi Fonte foto: ANSA
Coronavirus: i focolai in Italia. Dove e quanti casi
,,,,,,,