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Coronavirus Molise, focolaio dopo funerale rom: scoppia il caso

In Molise si è registrato negli ultimi giorni un nuovo aumento di casi, legato al cluster della comunità rom di Campobasso

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato il:

In Molise si è registrato negli ultimi giorni un nuovo aumento di contagi di coronavirus, quasi tutti legati al cluster nella comunità rom di Campobasso che lo scorso 30 aprile ha celebrato un funerale. In merito a questo focolaio, i cui casi sono saliti a 73 in appena 10 giorni, il governatore del Molise Donato Toma ha affermato che non ci sarebbero, per ora, “problemi particolari non già pianificati e affrontati”.

Come riporta l’Ansa, ha poi precisato: “Ho alta la guardia sul contagio in generale e non faccio differenza di etnia. In questo sono come il virus”.

Focolaio in Molise, scoppia la polemica dopo funerale rom

Ma per quanto la situazione possa essere sotto controllo, il sindaco di Campobasso, Roberto Gravina, è finito comunque al centro delle polemiche. Infatti sul funerale del 30 aprile, tenutosi prima dell’inizio della fase 2, le ricostruzioni prendono due strade differenti.

Come riporta il Corriere della Sera, per il sindaco alla cerimonia era presente una manciata di persone, non più di dieci; ma stando ad alcuni filmati finiti in rete nei giorni successivi, le persone erano molte di più. La Questura, infatti, ne avrebbe identificate una trentina.

Focolaio in Molise, la posizione del sindaco di Campobasso

Il sindaco ha passato però la palla al questore, divincolandosi dalla responsabilità di aver autorizzato il funerale: “Non temo di essere smentito sul fatto che rispetto al controllo e all’assembramento, che nulla avevano a che vedere né con un funerale né con la tumulazione, chi vi parla e tutta l’amministrazione comunale non potevano avere responsabilità perché era stato lo stesso questore a dire che in quell’area avrebbero fatto loro le verifiche”, ha detto Gravina come riportato dal Corriere della Sera.

“Quindi, abbiamo garantito – ha proseguito il primo cittadino – che fuori al cimitero ci fosse il numero minimo di persone, come testimoniato dalle foto. Le immagini che abbiamo visto tutti noi le abbiamo visionate solo l’8 maggio, a fatti già accaduti, quando qualcun altro era presente lì e avrebbe dovuto garantire quello che tutti voi, e il sottoscritto, richiede”.

Coronavirus, vademecum: cosa fare in caso di sintomi e dubbi Fonte foto: ANSA
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