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Coronavirus "meno aggressivo": l'ipotesi del virologo

Secondo Massimo Clementi del San Raffaele di Milano il virus starebbe mutando

Le terapie intensive degli ospedali italiani si stanno svuotando, calano i malati. Segno che le misure restrittive imposte dal governo hanno funzionato. Ma, forse, anche che il coronavirus, dopo la prima, violenta ondata, starebbe diventando meno aggressivo. Al momento è solo un’impressione, un’ipotesi condivisa da diversi esperti.  “Stiamo osservando che il virus perde potenza. Evolve, ma perde contagiosità e, probabilmente, letalità”, ha detto durante un’audizione in Senato Massimo Ciccozzi, epidemiologo dell’Università Campus Bio-Medico di Roma.

“L’espressione clinica dell’infezione adesso è più mite“, ha detto al Corriere della Sera Massimo Clementi, direttore del laboratorio di Microbiologia e Virologia all’Ospedale San Raffaele di Milano. “L’infezione – ha detto – non sfocia più nella fase gravissima, la cosiddetta ‘tempesta citochinica’: lo vediamo in ospedale, anche se per ora è solo un’osservazione empirica”.

“Un virus nuovo – ha spiegato Clementi – è sempre molto aggressivo nelle prime fasi, poi impara a convivere con la sua ‘vittima’. Si tratta di un atteggiamento opportunistico, che gli consente di sopravvivere. Se un virus uccide l’ospite (come il virus Ebola) non ha, a sua volta, possibilità di replicarsi”.

Per poter dire che il virus abbia perso potenza servono però le prove della sua mutazione.  Per questo “in Italia è stato attivato un network tra laboratori di virologia di molti ospedali, tra cui San Raffaele e Sacco di Milano, quelli di Bergamo, Brescia, Firenze, Padova, Roma, Napoli, Bari. L’obiettivo è lavorare insieme per avere un monitoraggio costante delle sequenze del virus, su soggetti a campione”.

“Ci aspettiamo – ha detto l’esperto –  che questo nuovo coronavirus possa pian piano diventare innocuo, come i suoi ‘cugini’, responsabili del raffreddore”.

Clementi ha parlato anche della possibilità che l’arrivo del caldo possa far perdere aggressività al virus: “Per ora è una supposizione, ma è molto probabile che sia così”.

“Come ha giustamente osservato il virologo americano Robert Gallo, la diffusione di Sars-CoV-2 ha dapprima interessato l’emisfero Nord e ora si sta spostando nei Paesi dell’emisfero Sud, dove sta iniziando la stagione invernale”, ha spiegato.

Sulla questione dell’immunità di gregge, Clementi ha detto che servono ulteriori dati e che “senza un vaccino non si può fermare il virus. Nel caso del morbillo, causato da un virus molto contagioso (come Sars-CoV-2), serve che in una comunità ci sia il 95% di immuni perché sia protetto anche il restante 5″.

VIRGILIO NOTIZIE | 06-05-2020 22:30

Coronavirus, il grafico della Protezione civile del 6 maggio Fonte foto: Ansa
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