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Coronavirus, dove ci si ammala di più: i luoghi più a rischio

Quali sono i luoghi dove è più facile contrarre il coronavirus e come riconoscere i rischi ed evitarli

Erin S. Bromage, professore associato di Biologia presso l’Università del Massachusetts a Dartmouth, ha spiegato dove ci si ammala di più di coronavirus in un articolo originariamente apparso sul suo sito e sul ‘New York Times’ e tradotto in Italia dal ‘Corriere della Sera’. Nel testo, Bromage ha evidenziato in particolar modo il rischio di esposizione respiratoria, ma ha ricordato che non bisogna sottovalutare le superfici contaminate e che, per questo, bisogna lavarsi spesso le mani ed evitare di toccarsi la faccia.

Il biologo ha spiegato che, per contrarre la malattia tramite la respirazione, occorre esporsi a una carica virale tale da risultare infettiva, aggiungendo che alcuni esperti stimano che siano sufficienti appena 1000 particelle virali di Sars-CoV-2 per ammalarsi.

Il principio del contagio si basa sull’esposizione al virus per un lungo arco temporale.

Bromage ha riassunto le caratteristiche salienti dei principali focolai di Covid-19: luoghi chiusi, con persone a stretto contatto fisico che parlano, cantano o gridano.

Tra i focolai citati figurano, case di riposo a parte, gli istituti penitenziari, le cerimonie religiose, i luoghi di lavoro come i call center e gli impianti di confezionamento della carne, il coro e i luoghi per lo sport al chiuso.

Stando a quanto si legge nell’articolo del biologo, i luoghi privilegiati del contagio sono la casa, il posto di lavoro, il trasporto pubblico, gli assembramenti sociali e i ristoranti: qui avviene il 90 percento delle trasmissioni virali.

Nei negozi la diffusione del virus resta assai contenuta e rappresenta una piccola percentuale dei contagi finora tracciati.

Quando si calcola il rischio di infezione (tramite la respirazione) in un supermercato o in un centro commerciale, ha spiegato Bromage, bisogna valutare il volume dell’aria circostante (molto elevato), il numero di persone (limitato) e quanto tempo si trascorre in luoghi simili (per i clienti, al massimo un’ora).

Bromage fornisce alcuni consigli in vista della riapertura delle attività economiche e delle nuove occasioni di uscire: occorre studiare bene l’ambiente, valutando quante sono le persone al suo interno, se esiste una buona circolazione d’aria e quanto tempo si passerà in quel luogo. Gli ambienti chiusi, con insufficiente circolazione dell’aria e alta densità di personale, sono ideali alla diffusione del virus.

VirgilioNotizie | 17-05-2020 07:19

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