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Coronavirus, i rischi della riapertura: gli scenari degli esperti

Iss, Oms e ministero della Salute mettono in guardia su una riapertura frettolosa dell'Italia

Serve ancora la massima cautela per la riapertura, stando a quanto dice Giovanni Rezza dell’Iss, mentre sono inevitabili nuovi focolai per Ranieri Guerra dell’Oms. Per Walter Ricciardi, consulente del ministero alla Salute, il rischio è di un altro picco in autunno. Sono queste, in sintesi, le opinioni degli esperti quando mancano ormai due settimane al 4 maggio, data di riapertura fissata dall’ultimo Dpcm nell’ambito dell’emergenza coronavirus.

Coronavirus, per Rezza serve la massima cautela

Il trend dei contagi “migliora” secondo il direttore del dipartimento Malattie infettive dell’Iss Giovanni Rezza interpellato dal Corriere della sera.

Serve però “massima cautela” e per il dopo “prevenzione sul territorio”. Queste le parole di Rezza: “Non bisogna correre troppo quando si deciderà di riaprire, lo si dovrà fare con molta gradualità. Per me siamo ancora nella fase 1”.

“Se alcune attività dovessero ripartire – è la sua osservazione -, spero che lo facciano con tutte le precauzioni del caso. Sono più favorevole a provvedimenti su scala nazionale”.

“Quando si riaprirà, il virus potrà tornare a colpire e ci saranno nuovi focolai – rileva – in quel caso dovremo intervenire subito per chiudere pezzi di territorio. Stiamo lavorando a una serie di strumenti che dovrebbero poter avere efficacia in quest’ottica: i tamponi, i test, il tracciamento dei contatti, la nuova app”.

“Io sono un medico: per me il rischio dovrebbe essere zero – ha aggiunto -. Ma capisco che non è una tesi sostenibile fuori dalla medicina. Sarà la politica a stabilire quale grado di rischio dovremo accettare, in cambio della libertà”.

Coronavirus, nuovi focolai “inevitabili” secondo Guerra

I nuovi focolai di coronavirus saranno “inevitabili” anche dopo la riapertura e questi dovranno essere individuati in tempi molto rapidi. A dirlo è Ranieri Guerra, vicedirettore dell’Oms e membro del comitato tecnico scientifico, durante un intervento a RaiNews24.

“Serve rafforzare il controllo del territorio con controlli e tamponi a domicilio“, ha aggiunto. Bisogna inoltre “capire quali siano le implicazioni per mettere in sicurezza i lavoratori, compreso nel momento della mobilita” in modo da tornare ad una struttura produttiva efficace il prima possibile.

Coronavirus, l’ipotesi di Ricciardi: il rischio di un altro picco in autunno

“La fretta non si concilia con la saggezza” secondo Walter Ricciardi, consulente del ministero alla Salute e membro del consiglio esecutivo dell’Oms. In un’intervista su Repubblica ha affermato: “La Lombardia non è ancora pronta“.

Fino a quando non avremo trovato un vaccino la lotta contro il virus deve essere continua, anche perché rischiamo un altro picco in autunno, ha messo in chiaro Ricciardi.

“Dobbiamo avere un’attenzione massima per non far ripartire la malattia – ha spiegato -. Invito tutti a non correre”. Per l’estate nessuna deroga: “Siamo di fronte a un evento epocale. Di coronavirus o ci si ammala oppure lo si evita“.

Ricciardi ha annunciato presente che realizzerà, nei prossimi giorni, un modello per capire il rallentamento dell’epidemia con l’Osservatorio sulla salute nelle regioni italiane.

VirgilioNotizie | 18-04-2020 12:30

Coronavirus, il grafico della Protezione civile del 17 aprile Fonte foto: Ansa
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