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Coronavirus, Cristina Parodi commossa in tv: Bergamo spettrale

La giornalista e moglie del sindaco Giorgio Gori ospite commossa di Massimo Giletti a Non è l'Arena

Un groppo in gola e la voce che si blocca per evitare il pianto a dirotto. Così Cristina Parodi, volto noto della televisione e del giornalismo, ma anche e soprattutto in questo momento, moglie del sindaco di Bergamo, Giorgio Gori ha commentato a Non è l’Arena la situazione che sta vivendo la città da giorni martoriata dal coronavirus.

La telegiornalista Cristina Parodi era ospite in collegamento da Bergamo con Massimo Giletti nella puntata di ieri Non è l’Arena: “Bergamo è una città piegata dal dolore. Che piange in silenzio per non disturbare. C’è la speranza, maggiore in queste ore, grazie all’arrivo degli aiuti, all’arrivo di medici grazie all’appello che è stato fatto in queste ore. C’è urgenza di alcune cose fondamentali – il suo appello – da una parte, delle strumentazioni mediche, e poi tutti i dispositivi di sicurezza dei medici, perché i medici e gli operatori sanitari si ammalano. Continuate a stare a casa, fatelo per noi, e continuate a donare”.

L’immagine più dolorosa. Una donna forte Cristina Parodi, moglie del sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, che però si blocca per un attimo, vinta dall’emozione e dalla commozione, quando Giletti le chiede delle immagini che ha visto tutta Italia dei camion militari che portano via le tantissime bare di persone morte a causa del Covid-19: “Bergamo città spettrale oramai, tutti qui conoscono qualcuno che è morto. E’ un qualcosa di inimmaginabile – prosegue nel suo racconto commosso Cristina Parodi -. Una situazione surreale, viviamo tra dolore e speranza. I bergamaschi sono chiusi in casa. Qui alle mie spalle, la Città Alta, c’è sempre un gran passeggio, in ogni stagione, e vedere e sentire il vento che si infrange tra gli alberi dà l’idea di qualcosa che non va”.

L’appello rilanciato sui social. La Parodi aveva già anticipato le sue parole con un videomessaggio sul suo profilo Instagram: «Rimanete a casa, rispettate le limitazioni imposte dal governo, anche se avete la fortuna di essere in una città che non ha un numero di contagi e di morti così alto come il nostro. Fatelo per noi che qui a Bergamo abbiamo tutti il cuore pesante perché ognuno di noi ha almeno un conoscente, un familiare, un amico che è ammalato, ricoverato o che è morto».

VirgilioNotizie | 23-03-2020 09:53

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