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Scuola, test ai docenti: uno su tre non vuole fare il sierologico

Alcune Regioni hanno già iniziato a fare i test ai propri docenti: primi positivi, ma uno su tre rifiuta l'esame

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato:

Mancano meno di tre settimane all’inizio dell’anno scolastico, previsto il 14 settembre, e le Regioni hanno iniziato a sottoporre i propri docenti a test specifici per evitare di mandare in classe persone infette. Ci sono già i primi insegnanti positivi: 16 in Veneto, 12 in Lombardia (tra Varese e Como), 20 in Umbria, 4 in Trentino. Molte Regioni cominceranno oggi, altre sono indietro nella consegna dei kit. La notizia, però, è che comunque un docente su tre non abbia nessuna intenzione di sottoporsi volontariamente al test sierologico per il Covid.

Scuola, test ai docenti: i numeri e i problemi

I test sono partiti il 24 agosto e dureranno fino al 7 settembre: il piano di Domenico Arcuri, commissario per l’emergenza, prevede che a sottoporsi allo screening siano 2 milioni di lavoratori della scuola. Il problema è che un terzo degli insegnanti sia reticente a fare il test, nonostante sia gratuito.

Inoltre, i medici di famiglia rinviano il personale scolastico alle Asl e i kit per gli esami stanno arrivando in ritardo o incompleti.

I docenti risultati sin qui positivi (16 in Veneto, 12 in Lombardia, 20 in Umbria, 4 in Trentino) rimarranno in isolamento volontario in attesa del tampone.

Scuola, test ai docenti: presidi e medici perplessi, le paure degli insegnanti

Secondo Mario Rusconi, presidente dei presidi nel Lazio, sarebbe stato opportuno obbligare i docenti a sottoporsi ai test, così come gli studenti del triennio delle superiori.

A dargli ragione Domenico Crisarà, vicesegretario della Federazione dei medici di famiglia, che ha riscontrato una minore adesione rispetto al previsto, con un terzo degli insegnanti che si sottrae in piena emergenza sanitaria.

E gli insegnanti? Sui social si rincorrono richieste di consigli e chiarimenti, soprattutto in gruppi Facebook, con docenti che segnalano medici che si rifiutano di fare il test e suggeriscono di contattare l’Asl. Un vero e proprio caos, frutto del fatto che in alcune Regioni i sierologici sono stati affidati ai medici di famiglia, mentre in altre alle Asl.

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