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Coronavirus, pochi contagi a Ferrara: si studia il caso in Emilia

Per il commissario Sergio Venturi sarà utile studiare il "caso Ferrara" per identificare eventuali resistenze naturali a Covid-19

Lunedì 30 marzo il bollettino delle 18 sui numeri del coronavirus ha decretato che non ci sono stati decessi nella provincia di Ferrara. Sul territorio sono stati riscontrati anche pochi contagi, solo 6, e il trend dei ricoveri è in calo. Notizie positive e particolari, considerando la situazione in Emilia Romagna e nel Nord Italia in generale.

Tanto da attirare l’attenzione del commissario regionale Sergio Venturi, che su Facebook ha parlato di un “caso Ferrara” da studiare. “Magari quando tutto questo sarà finito”, ha dichiarato in diretta sul social, “ci chiederemo perché i contagi non sono mai cresciuti a Ferrara. Evidentemente qualche ragione ci sarà“.

Tra le ipotesi messe in campo dall’esperto per motivare il basso numero di contagi dal nuovo coronavirus, il fatto che si tratti di una “zona malarica o perché c’è la talassemia. Però bisognerà chiederselo, perché evidentemente c’è una resistenza naturale di quella provincia a questa infezione che dovremo studiare. Ci potrebbe essere utile anche per altri cittadini”.

Resistenza naturale a Covid-19 che sembrerebbe esistere anche in un piccolo centro lombardo e nella provincia veneta di Rovigo.

Analizzando “la composizione dei contagi nella provincia di Ferrara” si nota “una presenza sul capoluogo, ma poi tutto il resto si attesta prevalentemente sui confini con la provincia di Bologna. Gran parte della provincia ferrarese è preservata, e di questo sono molto contento per chi vive lì”, ha continuato Sergio Venturi su Facebook.

VirgilioNotizie | 31-03-2020 15:47

Coronavirus, città deserte nel mondo: le immagini Fonte foto: 123rf
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