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Coronavirus, Ascierto: "Tocilizumab utile nei casi gravi"

L'esperto è intervenuto dopo che l'Aifa ha reso noto i risultati di uno studio effettuato sull'uso del farmaco anti artrite

Il tocilizumab è efficace nei malati di Covid-19 con una forma grave di infezione. Lo sostiene Paolo Ascierto, direttore dell’Unità di Oncologia dell’Istituto tumori Irccs Fondazione Pascale di Napoli, dopo che l’Aifa ha reso noto i risultati di uno studio effettuato sull’uso del farmaco anti artrite nella lotta al coronavirus.

Il trial, ha spiegato l’Agenzia italiana del farmaco in una nota, “non ha mostrato alcun beneficio nei pazienti trattati né in termini di aggravamento (ingresso in terapia intensiva) né per quanto riguarda la sopravvivenza”.

“I dati attuali – ha dichiarato Ascierto all’Ansa – suggeriscono che il tocilizumab è utile quando vi è una tempesta citochinica, con livelli di IL 6 elevati. Ma questa risposta, in modo scientificamente provato, sarà nota solo con i dati dello studio clinico di fase III tuttora in corso”.

“Il Tocivid-19 ha dimostrato, nei pazienti con polmonite severa da Covid-19, una riduzione della mortalità del 12,6%”, ha detto Ascierto.

Lo studio reso noto dall’Aifa “anche se randomizzato, ossia che presenta un gruppo di controllo con pazienti trattati con terapia standard e senza tocilizumab, è sostanzialmente diverso rispetto al Tocivid 19 sia per tipologia di pazienti trattati sia per obiettivi dello studio”.

“Il primo – spiega Ascierto – valuta la possibilità di efficacia del farmaco nei pazienti in fase iniziale di polmonite mentre il secondo valuta l’efficacia nei pazienti con una forma più severa”.

Nello studio emiliano “è stata valutata l’efficacia del tocilizumab a 2 settimane dalla somministrazione in pazienti affetti da polmonite in fase precoce da Covid-19. Si tratta di uno studio su 126 pazienti di cui la metà trattati con il tocilizumab”.

Due categorie di pazienti diverse, dunque, perché nel caso dello studio reso noto ieri dall’Aifa, sono stati sottoposti al farmaco pazienti che si trovano in una situazione di infezione più ‘lieve’ rispetto ai pazienti che, invece, sono inclusi nello studio del Tocivid-19.

Ascierto ricorda che la “Sanofi/Regeneron riportava la mancata efficacia del sarilumab in una fase precoce del Covid-19, mentre confermava la sua potenziale efficacia nella forma severa”. “Dati concordi con quelli del Tocivid-19 – prosegue – arrivano anche da un altro piccolo studio retrospettivo dell’università del Michigan, anche quello effettuato su una coorte di pazienti gravi con Covid-19”.

Inoltre, evidenzia, “nello studio emiliano, all’aggravamento, i pazienti che effettuavano solo la terapia standard potevano essere trattati con il tocilizumab. Vale a dire, nei pazienti che non lo avevano fatto nella fase iniziale, in caso di peggioramento potevano farlo successivamente”.

“Quindi – conclude – il dato sulla mortalità a 30 giorni è alterato, in senso positivo, dalla possibilità per questi pazienti di ricevere il tocilizumab, in gergo tecnico si chiama cross-over”.

VirgilioNotizie | 18-06-2020 18:40

Coronavirus, quali sono i farmaci che si stanno sperimentando Fonte foto: Ansa
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