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Coronavirus, aprire regioni prima di altre: i rischi per Rezza

Giovanni Rezza, direttore del dipartimento di malattie infettive dell’Iss, ha commentato l'ipotesi di riaprire alcune regioni prima di altre

Giovanni Rezza, direttore del dipartimento di malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, ha espresso le sue posizioni in un’intervista di Repubblica sulla riapertura di alcune regioni d’Italia prima di altre. Per l’epidemiologo sarebbe “rischioso” farlo, e anche quando l’emergenza sarà parzialmente rientrata e le misure restrittive saranno revocate, dovremo comunque rispettare la regola del distanziamento sociale.

Coronavirus, “rischioso” aprire alcune regioni prima di altre

Osservando i provvedimenti messi in atto dal governo per contenere la diffusione del virus, Rezza ha affermato: “Nei pochi giorni che alcune regioni del nord sono state chiuse e le altre no abbiamo visto le fughe da quelle aree. Per questo forse riaprire in modo scaglionato può non essere efficace. E poi la maggior parte delle attività produttive stanno proprio al nord. Che facciamo, lo apriamo dopo perché ha avuto una maggiore diffusione del virus?”.

Coronavirus, Conte: “Fase 2 sarà di convivenza con il virus”

A margine dell’annuncio del nuovo Dpcm che proroga le misure di contenimento fino al 13 aprile, il premier Conte ha affermato: “La fase due sarà di convivenza con il virus. Poi, la fase tre, sarà di uscita dall’emergenza e di ripristino della normalità lavorative, sociali, della ricostruzione e del rilancio”.

Uscire dal tunnel e riprendere la vita di tutti i giorni sarà quindi un processo graduale. Rezza ha ipotizzato che “alcune attività produttive si potranno riaprire, ovviamente mettendo in sicurezza i lavoratori. E andrà messo in piedi un programma di individuazione rapida di eventuali casi”.

Coronavirus, le soluzioni secondo Rezza

Per l’epidemiologo può essere utile istituire “un sistema di allerta territoriale, che ci permetta di intercettare subito nuovi focolai. Se abbattiamo finalmente la trasmissione, poi dobbiamo evitare che tutto riparta. Vanno intercettati i casi grazie ai medici di famiglia e ai dipartimenti di prevenzione delle Asl e messi subito in quarantena”.

“Bisogna anche tentare di promuovere il telelavoro in tutti quei settori nei quali è possibile”, ha poi aggiunto Rezza, ribadendo che “quando si riapre bisogna mantenere il distanziamento sociale. Quindi anche sui mezzi devono essere presi provvedimenti per ridurre la capienza”.

VirgilioNotizie | 02-04-2020 09:40

Coronavirus, città deserte nel mondo: le immagini Fonte foto: ANSA
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