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Condannata a morte, avvelenava i figli con la candeggina per raccogliere donazioni online

Una donna thailandese è stata condannata a morte per aver avvelenato i figli con piccole dosi di candeggina, con lo scopo di raccogliere soldi online

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I medici l’hanno soprannominata “Mamma Candeggina” (“Bleach Mum”). Per anni ha somministrato ai figli piccole dosi di candeggina, causando la morte di uno dei due.

Quando ha portato il secondo figlio in ospedale, il personale ha subito capito che qualcosa non andasse nel verso giusto e hanno avvertito le autorità.

Avvelenava i figli per raccogliere fondi

Nattiwan Raakunjet, questo il nome della donna thailandese che per anni ha aggiunto ai pasti dei figli piccole dose di ammoniaca.

Condannata a morte, avvelenava i figli con la candeggina per raccogliere donazioni onlineFonte foto: ANSA

Lo scopo era quello di causarne dolori e farli stare male, così di pubblicare contenuti su Facebook e ricevere donazioni da persone convinte di aiutare quei bambini.

La donna era stata arrestata nel maggio 2020, e la seguente indagine della polizia ha rivelato un totale di 20 milioni di baht (circa 50.000€) su due dei suoi conti bancari. Ora è arrivata la condanna definitiva.

Il sospetto dei medici

Tutto è iniziato nel 2019, quando Nattiwan ha portato il figlio di quattro anni all’ospedale universitario di Thammasat, nei pressi di Bangkok.

Il bambino lamentava un forte mal di stomaco e vomitava sangue, ma secondo la madre era tutto causa di un’allergia ai frutti di mare.

I medici si sono però resi conto di non avere davanti un’intossicazione né una reazione allergica, ma una grave infezione allo stomaco.

Così hanno deciso di avvertire le autorità locali, che hanno avviato le indagini e hanno scoperto un’agghiacciante verità.

Un orrore ripetuto negli anni

Dalle indagini è emerso che già nel 2015 Rakkunjet aveva adottato una bambina e l’aveva nutrita per anni allo stesso modo e con lo stesso intento, causandone la morte nell’agosto del 2019 per sanguinamento nel tratto digestivo, ipertensione e insufficienza renale.

All’epoca i medici non avevano sospettato di quel decesso, che però alla luce del nuovo ricovero ha assunto una luce totalmente differente.

Durante gli interrogatori la donna ha confessato tutto. Il figlio ancora vivo è stato affidato a una comunità, mentre la donna è stata condannata a morte con i capi di accusa di tratta di esseri umani, omicidio e tentato omicidio.

 

 

bimbo-ospedale Fonte foto: ANSA
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