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Clan Moccia, colpo alla camorra: maxi blitz e ondata di arresti, ci sono anche due politici di centrodestra

Maxi blitz nel Napoletano: 52 arresti e 5 imprenditori interdetti, avrebbero aiutato il clan Moccia. Tra di loro anche due politici di centrodestra

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato il:

Colpo al clan Moccia. Maxi blitz dei carabinieri del Ros, che al termine delle indagini coordinate dalla Procura di Napoli hanno notificato 57 misure cautelari emesse dal gip sabato 9 aprile, nei confronti di altrettanti indagati. Di questi, 36 sono finiti in carcere e 16 ai domiciliari. Per i restanti 5, invece, divieti temporanei di esercitare attività d’impresa. Sono stati sequestrati beni e quote societarie per un valore complessivo di circa 150 milioni di euro. I reati, contestati a vario titolo, sarebbero stati commessi per agevolare il clan camorristico Moccia.

Maxi blitz, clan Moccia decimato: tra gli arrestati anche politici del centrodestra

I carabinieri del Ros hanno notificato 57 misure cautelari:

  • 36 indagati sono stati arrestati e trasferiti in carcere;
  • 16 indagati sono stati arrestati, ma sono stati concessi loro i domiciliari;
  • 5 indagati sono stati interdetti: per loro, divieti temporanei di esercitare attività d’impresa.

Tutti i reati sono contestati nella forma aggravata in quanto, secondo gli inquirenti, sarebbero stati commessi per agevolare il clan Moccia.

Uno di loro è Andrea Guido, consigliere comunale di centrodestra (Fratelli d’Italia) a Lecce, finito ai domiciliari: sarebbe stato arrestato per corruzione per fatti risalenti al 2017 quando ricopriva il ruolo di assessore all’ambiente della Giunta comunale guidata dall’allora sindaco Paolo Perrone.

Tra gli arrestati anche il barese Pasquale Finocchio, anche lui ai domiciliari con l’accusa di traffico di influenze illecite: nel 2017, in qualità di vicepresidente del Consiglio comunale di Bari eletto con il centrodestra (Forza Italia), avrebbe fatto da mediatore tra imprenditori approfittando del suo ruolo politico-istituzionale. Finocchio, tramite il suo legale, ha dichiarato all’Ansa di essere estraneo alle accuse.

Maxi blitz anti camorra, clan Moccia decimato: tutti i reati

Secondo gli inquirenti, coordinati dal procuratore Giovanni Melillo, i reati, contestati a vario titolo, sarebbero diversi:

  • associazione mafiosa;
  • estorsione;
  • impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita;
  • autoriciclaggio;
  • fittizia intestazione di beni;
  • corruzione;
  • porto e detenzione illegale di armi da fuoco;
  • ricettazione;
  • favoreggiamento.

Sarebbero stati commessi anche da imprenditori attivi in vari settori, tra cui:

  • recupero degli olii esausti di origine animale/vegetale di tipo alimentare;
  • scarti di macellazione;
  • grandi appalti ferroviari e dell’alta velocità.

Clan Moccia, chi comanda e in quali zone

Il clan Moccia che nella guerra di camorra ha preso il posto del clan Magliulo, è tra i più antichi e potenti sodalizi della camorra operanti nei comuni di Afragola, Casoria, Arzano e Calvano, a Nord di Napoli.

Secondo gli inquirenti, il clan è presente anche nel Lazio.

Il fondatore è Gennaro Moccia, ucciso nel 1974 probabilmente da sicari di clan rivali, quello dei Giugliano e quello dei Magliulo.

Il suo posto sarebbe stato preso da Anna Mazza, prima donna in Italia ad aver subìto procedimenti penali per reati di mafia: è morta nel 2017, in seguito a un ictus, all’età di 80 anni.

Il clan sarebbe assai attivo nell’edilizia, nell’estorsione, nel traffico di droga, nel riciclaggio di denaro e soprattutto nel controllo degli appalti.

Oggi alla guida dei Moccia si starebbero alternando i fratelli Angelo, Luigi, Antonio Filippo Iazzetta, marito di Teresa Moccia, in base alla latitanza o al carcere.

Al momento solo Teresa, assolta da ogni accusa, è libera.

clan-moccia Fonte foto: 123RF

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