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Che cos'è la Transnistria: patria di armi, separatisti e di Sheriff

La partita tra Inter e Sheriff accende i riflettori sulla distopia capitalistica di Tiraspol. Che cos'è la Transnistria: patria dello Sheriff

La prima squadra moldava in Champions League in realtà non è della Moldavia. O meglio, dipende da chi guarda. Per alcuni, ha utilizzato il Paese come utile porta d’accesso al calcio europeo. È una storia surreale, di paradossi, quella dello Sheriff, la squadra di Tiraspol, capitale della Transnistria, stato non riconosciuto dall’Organizzazione delle Nazioni Unite che ha sulla bandiera il simbolo con la falce e il martello dei comunisti. A Madrid si sono accorti di questo territorio risultato di una distopia capitalistica in una notte di calcio europeo: il 28 settembre gli abitanti della capitale spagnola non solo hanno scoperto che la Transnistria esiste, ma anche che la sua squadra può battere in casa il Real Madrid per due reti a una. I separatisti della Moldavia irrompono nel panorama del calcio europeo. E non lo fanno da outsider ma da inediti protagonisti.

Oggi 19 ottobre lo Sheriff gioca allo stadio San Siro, casa dell’Inter. Sarà un incontro tra una grossa squadra europea e un team la cui qualificazione era considerata improbabile. Ma come nasce, di preciso, lo Sheriff? E perché, in Transnistria, la società che dà il nome al club possiede tutto, dalle pompe di benzina a un gigantesco centro sportivo e persino supermercati e linee telefoniche? Perché lo stato non riconosciuto della Transnistria è considerato un’anomalia in Europa e una terra di nessuno? Andiamo per ordine.

La storia di Sheriff, il conglomerato fondato da due ex KGB che in Transnistria possiede tutto

La qualificazione dello Sheriff alla Champions League passa per la Moldavia, ma il team vorrebbe rappresentare la Transnistria, uno stato proclamatosi indipendente non riconosciuto dall’Onu, governato da un’amministrazione vicina alla Russia di Vladimir Putin. In questa striscia di terra compresa tra Ucraina e la Moldavia, ma riconosciuta parte di quest’ultima dalla comunità nazionale (nonostante alcune sanguinose vicende, che illustriamo di seguito), Sheriff è quasi uno stato parallelo. Si tratta, in questo caso, non della squadra, ma del conglomerato che possiede la squadra. Quest’ultimo è stato fondato nel 1993 da Viktor Gushan e Ilya Kazmaly, a Tiraspol. Si tratta di due ex membri del KGB dell’Urss, nel ‘93 impiegati come funzionari al ministero dell’Interno.

Sheriff prosperò grazie ai legami con la politica, ma adesso è quasi vero il contrario: nel 2016 il gruppo ha infatti appoggiato Vadim Krasnoselsky, attuale presidente della Transnistria, dopo che il predecessore, Yevgeny Shevchuk, aveva tentato di prendere le distanze dalla potentissima compagnia. Shevchuk aveva di fronte un nemico forse imbattibile, il conglomerato possiede l’unica televisione privata della Transnistria, l’unica linea telefonica e poi supermercati, siti di produzione alimentare, stazioni di rifornimento, concessionarie, una casa editrice e naturalmente lo Sheriff (stavolta inteso come la squadra di Tiraspol). Aggiungendo il monopolio su sigarette e alcolici è stato calcolato che Sheriff possiede il 60% dell’economia nazionale della Transnistria. È, di fatto, un gigantesco monopolio e un grosso problema non soltanto per l’economia ma anche per la politica.

Che cos’è lo Sheriff Tiraspol, la squadra che ha battuto il Real Madrid e incontrerà l’Inter

Lo Sheriff Tiraspol è stato fondato nel 1997 ed è la squadra più vincente della Moldavia. Dal 2000 si è portata in testa alla classifica finale di tutti i campionati moldavi, tranne due. Dopo diverse presenze in Europa League e nei playoff di Champions League, quest’anno lo Sheriff Tiraspol è stata la prima squadra moldava a qualificarsi per la Champions. Il presidente del club è Viktor Gushan, uno dei due fondatori della compagnia e ha un patrimonio che, per Forbes, è pari a 2,3 miliardi di euro, contro i 200 euro di stipendio mensile di chi invece vive in Transnistria.

Come si comportano i moldavi davanti alla trafila, apparentemente inarrestabile, dei successi dello Sheriff Tiraspol? Sostanzialmente, sembrano indifferenti. Considerano infatti lo Sheriff una squadra non moldava e fuori dal regolamento. Sono tanti i calciatori stranieri che vestono la maglia del team e per il regolamento del Paese erano anche troppi. Quando lo sono diventati, troppi appunto, il regolamento è però stato cambiato.

Tra le altre cose, Sheriff ha costruito un gigantesco complesso sportivo dove, nonostante gli attriti con la Transnistria, anche la nazionale moldava si è più volte allenata, a causa delle pessime condizioni delle altre strutture sportive del paese. Localizzato a Tiraspol, comprende campi all’aperto e al coperto e una serie di strutture e servizi per allenatori, giocatori, membri dello staff tecnico, etc. Roberto Bordin, attuale allenatore della nazionale moldava e altri giocatori e allenatori stranieri parlano dello sport center di Tiraspol come di un complesso moderno, attrezzato e funzionale, senza pari in Moldavia e paragonabile invece alle migliori strutture europee.

Che cos’è la Transnistria, paradiso delle armi

Compresa tra l’Ucraina e la Moldavia, la Transnistria conta tra i 500mila e i 600mila abitanti. Si tratta di una regione non più grande della Valle d’Aosta, che però ha avuto una storia segnata da conflitti e spargimenti di sangue. In questo momento, la Transnistria viene come fuori da un altro mondo, un mondo che non c’è più, fermo agli anni dell’Unione Sovietica. Anche la quantità di armi in circolazione sembra quella della Guerra Fredda: di armi ce ne sono tante. Il numero preciso non lo si conosce, dipende infatti dalla quantità di depositi militari, attualmente sconosciuta, che custodiscono materiale chimico e bellico.

Sulla bandiera della Transnistria campeggia il simbolo con la falce e martello dei comunisti. La Transnistria ha un’amministrazione autonoma, una propria moneta, linee di confine chiuse e una compagnia monopolistica e potentissima come quella che ha mandato lo Sheriff Tiraspol in Champions League. E che, tra le altre cose, ha pure fondato un partito affiliato a Russia Unita, la forza maggioritaria in Russia. Neanche Rinnovamento, questo il nome, si è rivelata un’avventura estemporanea. Come tutte le iniziative di Sheriff, ha un peso enorme nell’attuale assetto della Transnistria. Basti pensare che la forza pro Putin detiene 29 dei 33 seggi all’interno del parlamento del Paese, un organo definito (anche qui, con lo sguardo rivolto al passato nonostante l’evidente distopia capitalistica) Soviet supremo.

Questo status quo è figlio di alcune vicende storiche tormentate: la Transnistria è stata oggetto della contesa tra Urss e Romania, in alcune fasi ha addirittura fatto parte di entrambe le entità statali. Dopo il 1991 (anno della caduta dell’Unione Sovietica) lo stato di Tiraspol ha prima fatto parte della Russia, quindi si è dichiarato indipendente. La mossa ha scatenato una guerra tra ucraini e russi, che si erano proclamati autonomi, e romeni e moldavi, contrari alla scelta. Era il 1992, il conflitto durò alcuni mesi, provocando circa mille morti. Il risultato è un’amministrazione non riconosciuta dall’Onu in realtà neanche autonoma: su di essa, infatti, regna Sheriff.

VirgilioNotizie | 19-10-2021 10:31

Sheriff - Transnistria Fonte foto: ANSA
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