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Caso Yara, Massimo Bossetti può accedere ai reperti. Cosa cambia

Caso Yara: depositate le motivazioni della decisione della Cassazione che ha accolto il ricorso della difesa di Massimo Bossetti. I nuovi scenari

Sono state depositate le motivazioni della decisione della Cassazione che ha accolto il ricorso della difesa di Massimo Bossetti, condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio uccisa il 26 novembre 2010 a Brembate (Bergamo). Come riferisce Adnkronos, i due ricorsi della difesa sono “fondati” e pertanto i provvedimenti impugnati vanno “annullati con rinvio alla corte d’Assise di Bergamo” che dovrà fissare un’udienza per decidere i tempi e le modalità di accesso ai reperti tra cui i campioni di Dna.

È quanto si legge nella sentenza dei giudici della Corte di Cassazione. I legali Claudio Salvagni e Paolo Camporini chiedevano, dopo il dietrofront dei giudici d’assise di Bergamo, di accedere ai reperti per promuovere un’eventuale revisione del processo.

Nella sentenza dello scorso 12 gennaio, appena depositata, si ricorda come dal provvedimento di confisca emesso dai giudici d’assise di Bergamo “era emersa l’esistenza di provette contenenti 54 campioni di Dna estratti dagli slip e dai leggings della vittima, nonostante la sentenza della Corte di Cassazione che aveva confermato la condanna di Bossetti avesse dato atto del totale esaurimento del materiale genetico”.

I reperti possono ora essere analizzati dal pool di esperti del condannato, non appena i giudici di Bergamo fisseranno un’udienza per discutere della questione. In particolare, la difesa chiedeva l’accesso ai reperti oggetto di indagini, ai campioni di Dna e ad acquisire le immagini ad alta risoluzione effettuate dal Ris relative ai reperti analizzati.

VirgilioNotizie | 22-01-2021 09:20

Da Bossetti a Stasi: che lavori fanno i detenuti in carcere Fonte foto: ANSA
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