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Caso Cucchi, un giudice si astiene dal processo: il motivo

Colpo di scena alla prima udienza del procedimento contro otto militari dell'Arma

Il processo che riguarda i depistaggi sul caso Cucchi, il giovane detenuto morto nel 2009 all’ospedale Pertini di Roma, comincia con un colpo di scena. In apertura dell’udienza, come riporta Ansa, il giudice Federico Bonagalvagno si è infatti astenuto dal processo che vede imputati otto carabinieri.

Bonagalvagno ha giustificato la sua astensione spiegando di essere un ex carabiniere attualmente in congedo.  La sua decisione è legata all’iniziativa dei legali dei familiari di Stefano Cucchi che avevano chiesto al giudice monocratico di astenersi dopo aver appreso da fonti aperte che Bonagalvagno aveva organizzato convegni a cui avevano partecipato alti ufficiali dell’Arma.

Giulia Cavallone è il nuovo giudice monocratico nominato, figlia del sostituto procuratore generale della Corte di Appello di Roma ed ex pm capitolino Roberto Cavallone. La prossima udienza del processo, secondo quanto riportato da Ansa, è stata fissata per il 16 dicembre.

Gli 8 imputati sono tutti carabinieri, tra cui alti ufficiali, accusati a vario titolo e a seconda delle posizioni di falso, favoreggiamento, omessa denuncia e calunnia.

Al processo non erano presenti Ilaria Cucchi e l’avvocato Fabio Anselmo. In queste ore si sta svolgendo l’ultima udienza al processo che riguarda la morte di Stefano Cucchi, che vede imputati cinque carabinieri, tra cui tre per omicidio preterintenzionale, la cui sentenza è prevista giovedì 14 novembre.

Intanto il ministero della Giustizia ha presentato istanza di costituzione di parte civile al processo sui depistaggi. Tra le parti civili già costituite, la presidenza del Consiglio dei ministri e l’Arma.

VIRGILIO NOTIZIE | 12-11-2019 13:14

812294c64258154abb2299e709b5d2fa.jpg Fonte foto: ANSA
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