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Caso Chico Forti, si muove il governo. La replica di Di Maio

Il governo italiano chiederà la grazia per l'italiano in carcere da 20 anni in Florida

Il governo chiederà la grazia per Enrico ‘Chico’ Forti, l’italiano arrestato negli Stati Uniti nel 1998 e condannato all’ergastolo nel 2000 in Florida con l’accusa di omicidio premeditato. Lo ha annunciato, riporta l’Ansa, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro, durante una conferenza sulla vicenda organizzata alla Camera dal Movimento 5 Stelle.

“L’obiettivo primario da perseguire politicamente è chiedere la grazia al governatore della Florida. Abbiamo elementi tali, come l’ingiustizia subita, i dati processuali contraddittori, l’opinione pubblica, che metterebbero in forte difficoltà il governatore a non concedere la grazia, nei confronti della comunità italiana in Florida, del governo italiano e dei rapporti diplomatici tra Italia e Stati Uniti”, ha dichiarato Fraccaro.

Il sottosegretario ha spiegato che l’intenzione del governo è quella di “tenere aperte tutte le strade” percorribili: oltre alla grazia, quella della “revisione del processo, più lunga e incerta”, e la possibilità di “cercare di far tornare qui Chico Forti anche se da detenuto” così da “avere il nostro connazionale qui e monitorarlo e stargli vicino”.

Sui tempi, “io potrei anche fare domani la richiesta di grazia, ma vorremmo ottenere il risultato, e quindi va preparata, e significa incontrare le parti, fare un rapporto di confronti bilaterali, preannunciarlo, prepararlo, chiederlo e ottenerlo”, ha aggiunto Fraccaro.

“Ci sono tanti italiani all’estero che hanno problemi con giustizia, sono 2.113 i detenuti italiani all’estero”, e “l’Italia ha il dovere di garantire loro giustizia”, ha dichiarato il sottosegretario.

Sul caso di Forti, “il problema è innanzitutto la tenuta psicologica di Chico, perché dopo 20 anni l’ennesima promessa potrebbe essere la goccia che fa traboccare il vaso. Non dobbiamo illudere nessuno, ma nemmeno far sentire meno la nostra vicinanza”, ha concluso Fraccaro.

Forti ringrazia Di Maio

“Indipendentemente dal risultato che otterrai, un grazie a te, Luigi, per esserti preso a cuore la mia situazione”. Queste le parole di Enrico ‘Chico’ Forti in un messaggio inviato al ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

“Onorevole Di Maio, anzi Luigi, visto che già ti considero un amico, tu hai già diritto di richiedere la commutazione di sentenza perché l’Italia è a credito. Abbiamo rilasciato vari cittadini americani inclusi in Italia con sentenze equiparate alla mia. Richieste esaudite in tempi ristretti”, scrive Forti.

“Perché io non posso ricevere lo stesso trattamento? Ho passato vent’anni in catene per un delitto che non ho commesso – sottolinea Forti -. Non sono né presuntuoso né ipocrita, ma ciò che chiedo è giustizia. Una giustizia che mi è stata negata spudoratamente dal Paese che si proclama leader dei diritti umani”.

“È rincuorante sapere che state collaborando per la mia causa uniti, indipendentemente dalle ideologie politiche”, ha dichiarato Forti. “Senza il vostro intervento terminerò i miei giorni in un sacco nero, senza lapide”, e “io accetterò la deportazione e il veto a rientrare negli Stati Uniti. Lo accetterò perché non ho altra scelta”, ha detto Forti: “Sono agli sgoccioli di una riserva che ritenevo inesauribile. Sono stanco”.

Caso Forti, la replica di Di Maio

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha replicato al messaggio di Forti. Su Facebook ha scritto: “Grazie a te Chico, perché nonostante tutto quello che stai passando e che hai passato, continui ad avere fiducia nelle istituzioni. Non sei solo in questa battaglia e sappi che farò il possibile affinché il tuo caso si possa finalmente risolvere positivamente. La nostra attenzione come MoVimento 5 Stelle è massima fin da quando eravamo all’opposizione, grazie al lavoro di molti portavoce come Emanuela Corda e Riccardo Fraccaro. Non mollare. Noi non molliamo!”.

Caso Forti, le parole del legale

L’avvocato di Enrico  Forti, Joe Tacopina, in collegamento telefonico dagli Usa ha dichiarato che “È stata presentata una richiesta di trasferimento” in Italia, “la richiesta è in corso ed è ufficiale”.

Forti “ha tanta voglia di far vedere che lui è veramente innocente, è molto deciso nel volerlo dimostrare al mondo, ma la cosa più importante in questo momento è che lui torni a casa. Stiamo lavorando con l’ambasciatore italiano e membri del governo degli Stati Uniti e sostenitori di Chico per ottenere il trasferimento e iniziare questo processo”, ha spiegato Tacopina.

“Questo caso è diventato più politico che legale”, ha sottolineato l’avvocato. “La cosa che può fare il governo italiano è continuare a insistere con forza per ottenere il cambiamento delle persone che hanno l’autorità di liberare Chico Forti, cercando nuove figure che possano dare un nuovo punto di vista e promuovere nuove azioni per liberare una persona innocente che è in carcere da 20 anni”.

VIRGILIO NOTIZIE | 03-12-2019 14:39

chico-forti Fonte foto: Ansa
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