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Carlo Gatti morto dissanguato in casa nel Pavese, i vicini parlano della badante Liliana Barone: "Beveva"

I vicini parlano di Liliana Barone, la badante arrestata per la morte di Carlo Gatti: "Era tranquilla, ma beveva". Cosa dicono

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Carlo Gatti è morto dissanguato nella sua casa di Ruino, in provincia di Pavia, e per la sua morte è stata arrestata la badante Liliana Barone. La donna era la ex moglie del nipote ed era impegnata in casa dell’anziano in qualità di collaboratrice familiare. Agli inquirenti Liliana avrebbe confessato le responsabilità nella morte di Gatti, ma le indagini sono ancora in corso.

L’allarme era stato dato dalla stessa Barone domenica 4 febbraio. Come ricostruisce ‘Today’, all’arrivo dei soccorritori e degli agenti la donna (40 anni) si trovava accanto al corpo dell’anziano in stato confusionale. Carlo Gatti giaceva in una pozza di sangue con una profonda ferita alla nuca. Le telecamere di ‘Mattino Cinque’ hanno raggiunto il centro abitato in cui l’anziano viveva con il figlio e la donna. Il figlio, nel momento della tragedia, non era in casa.

I vicini ricordano Liliana Barone come “una persona tranquilla“. “Beveva un po’“, dice un altro vicino. “Aveva il vizio di bere“, rivela una signora, poi un’altra vicina: “Beveva, ma al bar dicevano che si era messa a posto, che non beveva più”. I punti oscuri sulla vicenda sono ancora da chiarire.

carlo-gatti-liliana-barone-badante Fonte foto: Facebook / ANSA

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