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Candidati elezioni Regionali Lazio 2023: Bianchi, D'Amato, Pecorilli, Pignalberi, Rocca e i loro programmi

Alessio D'Amato, Francesco Rocca, Donatella Bianchi, Rosa Rinaldi, Sonia Pecorilli, Fabrizio Pignalberi: chi sono i candidati alla Regione Lazio

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Tornano le elezioni Regionali. Domenica 12 e lunedì 13 febbraio gli elettori residenti nel Lazio saranno chiamati a votare per eleggere il presidente e il Consiglio regionale. La partita è tra Alessio D’Amato (centrosinistra e Terzo Polo), Francesco Rocca (centrodestra), Donatella Bianchi (M5s e altre liste di sinistra), Rosa Rinaldi (Unione popolare), Sonia Pecorilli (Partito Comunista Italiano) e Fabrizio Pignalberi (Quarto Polo-Insieme per il Lazio). Ecco chi sono e quali sono i loro programmi.

Chi è Donatella Bianchi e qual è il suo partito

Donatella Bianchi è nata il 1° ottobre 1963 a La Spezia, nel 2014 è stata eletta presidente del WWF Italia e, dal 2019, è presidente del Parco nazionale delle Cinque Terre e del Parco Letterario Eugenio Montale e delle Cinque Terre.

Giornalista iscritta all’albo dei professionisti dal 17 maggio 1985, ha debuttato in televisione ad appena 15 anni nel programma di Rai 1 ‘Domenica in‘, condotto da Corrado.

donatella bianchiFonte foto: ANSA
Donatella Bianchi

La notorietà è arrivata qualche anno dopo, dal 1989 al 1992, quando ha lavorato come inviata speciale a ‘Sereno Variabile’ su Rai 2.

Donatella Bianchi ha poi firmato e condotto la rubrica ‘Viaggi d’Autore’ con reportage e dirette dalle Azzorre, Yemen, Egitto, Israele, Tunisia, Canada.

Ha anche collaborato con TGR fino al 1994, conducendo anche Tg Lazio, per poi passare a ‘Linea Blu’.

Nel 2009 ha pubblicato il suo primo libro, ‘Storie dal Mare’.

Il ‘campo largo’ ha fatto crac e il M5s ha finito per schierare lei, portandosi con sé parecchi nomi storici della sinistra romana confluiti nel ‘Polo Progressista’.

Il programma di Donatella Bianchi

Il suo programma tocca vari punti (qui quello completo), ecco quelli principali:

  • ambiente: no al termovalorizzatore, in quanto giudicata un’opera non sostenibile. Rafforzamento del ‘Reddito energetico regionale’ e delle ‘Comunità energetiche rinnovabili’;
  • sanità: potenziare e riqualificare la rete ospedaliera pubblica e i presidi territoriali, stop a liste di attesa;
  • lavoro: istituire il Reddito di cittadinanza regionale e incentivi all’imprenditoria femminile e giovanile, con nuovi fondi a startup e piccole-medie imprese;
  • trasporti: gratis per gli under 25 e per i pensionati;
  • istruzione: riduzione delle tasse universitarie per le fasce più deboli;
  • diritti: lotta alla discriminazione dettata dall’orientamento sessuale e all’identità di genere con una legge regionale specifica e l’istituzione di un fondo per il patrocinio gratuito per le vittime di discriminazione e violenza.

Chi è Alessio D’Amato e qual è il suo partito

Alessio D’Amato è nato a Roma nel 1968, è laureato in Sociologia e ha conseguito un Master in ‘Peacekeeping and security studies’ e autore di diverse pubblicazioni.

Membro della commissione Sanità e Bilancio del Consiglio regionale del Lazio e della Commissione Sicurezza sul Lavoro dal 2005 al 2010.

alessio d'amatoFonte foto: ANSA
Alessio D’Amato

Dal 2008 al 2010 ha ricoperto anche l’incarico di presidente della commissione Affari Costituzionali del Consiglio regionale del Lazio.

Dal 2013 è stato Responsabile della Cabina di Regia della Sanità della Regione Lazio.

I dem in Regione sono di casa da un decennio, nel segno di Nicola Zingaretti, che per un certo periodo è stato persino, insieme, governatore e segretario nazionale. Alessio D’Amato si presenta alle elezioni dopo una campagna anti-Covid di successo. Su di lui ha messo la fiches anche il Terzo Polo di Carlo Calenda, ben radicato a Roma, che ha posto il veto sul M5S..

Il programma di Alessio D’Amato

Il programma di Alessio D’Amato (qui la versione completa) si articola in vari punti. Eccone alcuni:

  • welfare e lavoro: introduzione del reddito di formazione, ossia “una indennità mensile di 800 euro destinata a disoccupati, giovani in cerca di prima occupazione e donne con figli a carico in cerca di ricollocazione”;
  • innovazione: piano Lazio impresa 4.0 “rivolto alle piccole e medie imprese per fare un passo in avanti sull’innovazione”;
  • trasporto pubblico gratuito per under 25 e over 70 e piattaforma sulla sicurezza stradale “per ridurre drasticamente il numero degli incidenti”.
  • energia: “creazione di 100 comunità energetiche in 100 comuni per la diffusione delle rinnovabili”.

Chi è Sonia Pecorilli e qual è il suo partito

Sonia Pecorilli è nata a Latina il 26 dicembre 1969 ed è residente a Sermoneta, dove è consigliera comunale per il Pci, oltre a essere capogruppo consiliare e consigliere delegato (già assessore) alla pubblica istruzione e sanità.

pecorilliFonte foto: ANSA
Sonia Pecorilli

Infermiera al Santa Maria Goretti di Latina, consigliere dell’ordine delle professioni infermieristiche di Latina, da sempre impegnata sindacalmente, Pecorilli è rappresentante sindacale unitaria e rappresentante lavoratori per la sicurezza.

È la candidata del Partito Comunista Italiano alla presidenza della Regione Lazio.

Il programma di Sonia Pecorilli

Ecco i punti principali del suo programma:

  • modelli di cura e di intervento capaci di fornire assistenza alle persone con disabilità e valorizzazione della figura dell’infermiere di famiglia e di comunità, oltre a implementare l’assistenza sanitaria domiciliare e l’assistenza domiciliare integrata essendo queste comprese nei Lea;
  • realizzare RSA a livello di prossimità;
  • interesse verso la figura del caregiver;
  • diffusione della rete di servizi sociali e socio-sanitari rivolti ad anziani, disabili e chi vive in condizioni di difficoltà;
  • garantire ai bambini con disabilità un sostegno particolare in tema di diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e un trattamento egualitario rispetto all’accesso ai servizi, in un’ottica di piena inclusione sociale e di pari opportunità relativamente allo sviluppo delle capacità di ciascuno;
  • maggiore attenzione all’introduzione del potenziale dello sport, del gioco e delle attività ricreative all’interno di attività di sensibilizzazione di vari organismi ampiamente strutturati.

Chi è Fabrizio Pignalberi e qual è il suo partito

Nato a Colleferro, in provincia di Roma, nel 1982, di lui ha detto che, “sempre fedele alla Destra italiana, si affiancato in origine al Pdl, successivamente a Forza Italia e, infine, a Fratelli D’Italia”.

Nel 2017 si è candidato al Consiglio Comunale di Fratelli D’Italia nella città di Frosinone, venendo eletto membro dell’Assemblea Nazionale del partito.

Nel 2018 è stato nominato responsabile di FdI dell’Area Nord della Ciociaria, incarico portato avanti fino al 2019, quando ha deciso di fondare il proprio partito, Movimento Più Italia, congiunto a Fratelli D’Italia da un patto federale.

Ora si candida alla presidenza della Regione Lazio.

Il programma di Fabrizio Pignalberi

Ecco i punti principali del suo programma:

  • sanità: “restituire dignità ai cittadini del Lazio, questo sarà il mio primo obiettivo. Non possono andare fuori dal Lazio per curarsi. Vedere i cittadini costretti ad emigrare è un’umiliazione che voglio superare con tutte le mie forze, anche se so che non sarà facile”, ha detto all’Adnkronos;
  • termovalorizzatore: Pignalberi ricorda che “il Lazio è al diciottesimo posto sul riciclo dei rifiuti, si sta facendo un disastro. L’impianto cosi com’è stato progettato ha un problema: lì c’è una strada vincolata dalla Sovrintendenza. Se non partiamo dalla differenziata non andiamo da nessuna parte: il termovalorizzatore da solo non serve”;
  • sostegno alle famiglie: “un bonus di 500 euro al mese per chi ha un Isee inferiore a 15.000 euro, senza dimenticare le famiglie con persone invalide o all’interno di esse se ci sono anziani, mettendo a disposizione un sostegno sostanziale”.

Chi è Rosa Rinaldi e qual è il suo partito

Rosa Rinaldi è nata il 4 gennaio 1955 a Monte Sant’Angelo, in provincia di Foggia. Giovanissima, si è trasferita prima a Roma e poi a Milano, lavorando prima in piccole aziende metalmeccaniche e poi nella pubblica amministrazione come dipendente della provincia di Milano, iniziando il suo impegno politico e sociale.

Nel 1974 si è iscritta al Partito Comunista Italiano di Enrico Berlinguer, restandovi fino alla svolta della Bolognina, nel 1991.

Negli anni ’80 ha ricoperto vari incarichi, tra cui quello di rappresentante sindacale della Cgil milanese, dal 1982 al 1987.

rinaldiFonte foto: ANSA
Rosa Rinaldi

Nel 1990 è stata eletta nel direttivo nazionale della confederazione e nella segreteria nazionale della Cgil, in quota alla corrente Essere sindacato, guidata da Fausto Bertinotti.

Esponente di Rifondazione Comunista dal 1993, nel 2000 è entrata a far parte della direzione nazionale della Fiom e nel 2003 è diventata vicepresidente della provincia di Roma.

Dal 2006 al 2008 è stata sottosegretaria al Ministero del Lavoro nel Governo Prodi II (fino alla sua caduta).

Alle elezioni politiche del 2022 si candida al Senato nella circoscrizione Lazio per Unione Popolare, ma non viene eletta a causa del mancato raggiungimento dello sbarramento da parte della lista.

Il partito, però, la sceglie per le Regionali nel Lazio come candidata alla presidenza.

Il programma di Rosa Rinaldi

Ricco il programma di Rosa Rinaldi, ecco i punti principali:

  • sanità: recupero delle strutture inutilizzate e/o abbandonate su tutto il territorio regionale, definizione di un piano sanitario regionale partecipato con la collaborazione determinante dei comuni;
  • ambiente: piano regionale dei rifiuti con impiantistica gestita/promossa direttamente dalla Regione, investimenti/incentivi a supporto del recupero/riciclo di materia ma non di recupero energetico, contrarietà alle grandi opere;
  • trasporti: semafori intelligenti coordinato col passaggio di bus e tram, no ad altre linee metropolitane;
  • casa: regolarizzazione dei nuclei familiari che hanno occupato in stato di necessità, garantendo il passaggio da casa a casa per chi ha fatto domanda di casa popolare;

Chi è Francesco Rocca e qual è il suo partito

Francesco Rocca è nato a Roma il 1° settembre 1965, ed ha ricoperto, prima di dimettersi per concorrere alla guida della regione Lazio, oltre al ruolo di Presidente nazionale della Croce Rossa Italiana, anche quello di Presidente della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa.

Si è avvicinato al volontariato sin dai primi anni degli studi universitari in Giurisprudenza: prima al fianco del Jesuit Refugee Service, poi con la Caritas, infine con la Piccola Casa della Divina Provvidenza Cottolengo. Divenuto avvocato, ha esercitato la professione dal 1990 al 2003, in prima linea nella lotta contro la mafia. Proprio per questo, da anni vive sotto scorta.

roccaFonte foto: ANSA
Francesco Rocca

Ha ricoperto diversi incarichi in vari ospedali tra cui il Sant’Andrea e lo Spallanzani di Roma.

Dalla seconda metà del 2007 è capo del Dipartimento delle operazioni di emergenza della CRI, nel 2008 è Commissario straordinario, nel 2013 è eletto presidente nazionale della Croce Rossa Italiana nel gennaio 2013. Ottiene un secondo mandato nel 2016, e un terzo nel 2020.

Nel centrodestra la scelta del nome non è stata agevole, con l’autocandidatura ingombrante di Fabio Rampelli, ex mentore di ‘Giorgia’, velatamente sponsorizzata anche da Forza Italia, e con la Lega più propensa invece verso un civico così da non lasciare troppo terreno all’alleata. L’ha spuntata proprio Francesco Rocca, esperienza vasta di sanità laziale e consuetudine professionale coi suoi centri di potere. Ma anche più rassicurante, col suo profilo civico, rispetto a un ‘colonnello’ o magari a un ‘capitano’ di partito.

Il programma di Francesco Rocca

Il programma di Francesco Rocca tocca diversi punti (qui la versione completa), tra cui:

  • famiglia: vigilanza sulle adozioni per scongiurare nel Lazio “casi Bibbiano”;
  • sanità: azzerare l’attesa delle visite nei primi 12 mesi di giunta e “restituire” il Forlanini alla sanità regionale;
  • scuola: creare una filiera Istruzione-Formazione-Lavoro con una “riscoperta di percorsi di formazione tecnica progressivamente abbandonata per inseguire la chimera di una società dove tutti hanno un’istruzione superiore senza considerare le reali esigenze del mondo del lavoro”;
  • sport: “miglior risposta alla marginalità e alle devianze. Crea inclusione, addestra all’autodisciplina” con la previsione di “individuare strumenti di sostegno alle famiglie per favorire la frequentazione di strutture sportive pubbliche e private”;
  • casa: ottimizzare e sfruttare al massimo le cubature già esistenti prima di valutare la necessità di altre realizzazioni edilizie.

elezioni-regionali-lazio Fonte foto: ANSA
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