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"Bud Spencer era mio padre", donna chiede esame del Dna e maxi risarcimento: la storia di Carlotta Rossi

Chi è la 46enne che sostiene di essere la figlia illegittima di Carlo Pedersoli morto il 27 giugno di sei anni fa

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato il:

Nel suo libro in cui racconta la storia d’amore tra la madre Giovanna Michelina Rossi e il gigante buono del cinema italiano si firma Carlotta Rossi Spencer. “Lo chiamavo Lallo” dice al Corriere della Sera la 46enne che sostiene di essere la figlia illegittima di Bud Spencer e che adesso chiede un risarcimento alla famiglia dell’attore morto esattamente sei anni fa.

“Bud Spencer era mio padre”: le richieste di Carlotta Rossi

Assistita dagli avvocati Marco Feroci e Francesca Agnisetta, Carlotta Patricia Francesca Giuseppina Rossi ha intrapreso il percorso giudiziario per il riconoscimento di paternità al Tribunale di Roma.

Alla vedova e ai figli eredi di Bud, al secolo Carlo Pedersoli, chiede nell’atto di citazione il risarcimento “del danno subito per la sostanziale mancanza della figura paterna nell’intero arco della vita”.

Una legittimazione che dovrà passare dall’esame del Dna rivendicato da Carlotta Rossi per dimostrare di essere la figlia segreta dell’attore.

“Bud Spencer era mio padre”: il rapporto tra Carlotta Rossi e l’attore

Secondo quanto racconta la donna, anche se da lontano Bud Spencer sarebbe stato presente nella sua vita: fino alla laurea avrebbe provveduto al suo mantenimento e le avrebbe anche pagato la scuola americana, l’università negli Stati Uniti, oltre alle vacanze estive e invernali e un lungo soggiorno in Florida. Tutti trasferimenti di denaro che i legali sarebbero in grado di dimostrare dal 2005 al 2015.

Fino alla sua morte Carlo Pedersoli avrebbe inoltre inviato alla madre della 46enne un bonifico di mille euro al mese.

Adesso Carlotta è una producer, che vive a Londra con le due figlie, mentre il marito fa il pendolare dall’Italia dove lavora.

“Mi sarebbe piaciuto andare al funerale, ma poi non avrei potuto salutarlo come avrei voluto – ha raccontato al Corriere. Così sono andata soltanto in Campidoglio, ho fatto la fila come tutti, accanto a ragazzi che avevano tatuato il suo nome e quello di Terence Hill sul braccio. Sono passata davanti alla salma, un cordone bordeaux separava ‘noi’ dalla famiglia legittima. Io ero una spettatrice“.

"Bud Spencer era mio padre", donna chiede esame del dna e maxi risarcimento: la storia di Carlotta RossiFonte foto: ANSA
Bud Spencer in una delle sue ultime apparizioni nel 2015 mentre riceve la medaglia della città di Napoli dall’allora sindaco de Magistris

“Bud Spencer era mio padre”: il riconoscimento

Carlotta Rossi ha spiegato che non c’è un motivo preciso per il quale ha deciso adesso di avviare le pratiche per il riconoscimento, ma dice di sentirsi pronta ad affrancarsi dalla promessa fatta alla madre morta nel 2015 di non rivelare a nessuno l’identità del papà.

“Di mio padre non avevo il numero privato, era sempre lui a chiamarci. Avevo solo il fisso dell’ufficio, dove rispondeva la segretaria – ha detto. Quando mamma è morta ho telefonato a Giuseppe Pedersoli, il suo primogenito, di cui mi ero procurata il cellulare perché lavoriamo nello stesso ambiente. La telefonata è durata 30 secondi, il minimo indispensabile. Gli ho detto chi fossi e che avevo bisogno di avvisare Carlo. Non l’ho mai più sentito“.

bud-spencer Fonte foto: EPA/JAN-PHILIPP STROBEL
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