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Bossetti e il sogno "impossibile" della moglie Marita Comi: il racconto del fratello

Il fratello di Marita Comi, la moglie di Massimo Bossetti, ha rilasciato alcune dichiarazioni sulla sorella: cosa ha rivelato l'uomo

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Una vita normale” è il sogno definito “impossibile” dal quotidiano ‘Il Giorno’ di Marita Comi, moglie di Massimo Bossetti, condannato all’ergastolo per l’omicidio della 13enne di Brembate Yara Gambirasio. Proprio a ‘Il Giorno’ ha rilasciato alcune dichiarazioni il fratello di Marita Comi, che da 9 anni le sta vicino.

Il racconto del fratello di Marita Comi

Il fratello di Marita Comi ha raccontato i giorni e i sogni della donna, moglie di Massimo Bossetti: “Cerca di tirare avanti, la vita continua ma sa, dopo 9 anni, che la sua esistenza non tornerà più normale, quel fatto ha cambiato tutto”.

L’uomo ha poi aggiunto: “Dopo anni mia sorella vorrebbe tornare a una vita normale, anche se normale non tornerà più e lei lo sa. I figli (di 21, 18 e 16 anni, n.d.r.) sono cresciuti e seguono la loro strada”.

ComiFonte foto: ANSA
Marita Comi, la moglie di Massimo Bossetti, in una foto del 2017.

Dove si trova ora Massimo Bossetti

Massimo Bossetti è stato condannato all’ergastolo in via definitiva per l’omicidio di Yara Gambirasio, la ragazzina di 13 anni di Brembate di Sopra scomparsa nel nulla il 26 novembre 2010 e ritrovata poi morta 3 mesi dopo.

Il muratore di Malpello sta scontando la sua condanna (diventata definitiva in Cassazione il 12 ottobre del 2018) nel carcere di Bollate (Milano).

Gli ultimi sviluppi sul caso Yara Gambirasio

Negli ultimi giorni del 2022 ci sono stati nuovi sviluppi nel caso di Yara Gambirasio: il gip di Venezia ha chiesto alla Procura di procedere all’iscrizione nel registro degli indagati di Letizia Ruggeri, il pm titolare delle indagini sulla morte della ragazzina di Brembate di Sopra. Contestualmente, il gip ha anche sollecitato nuove indagini.

Il tema su cui il gip ha richiesto una nuova tranche di verifiche è legato alla conservazione di 54 reperti con tracce di Dna, al centro dell’impianto accusatorio a carico di Massimo Bossetti. I reperti sono stati trasferiti dall’ospedale San Raffaele di Milano a un ufficio del tribunale di Bergamo e, secondo i difensori del muratore di Malpello. il trasferimento, durato alcuni giorni, potrebbe avere causato un deterioramento delle tracce.

Su quanto disposto dal gip, il procuratore di Bergamo Antonio Chiappani, come riportato dall’agenzia ‘Ansa’, si è detto “sorpreso”.

Bossetti Fonte foto: ANSA
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