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Bologna, orrore in un capannone: nei barili c'erano resti umani e feti. Come è avvenuta la scoperta

Nei contenitori un liquido verdino, forse formaldeide: il ritrovamento a opera di un lavoratore, che si apprestava a sgomberare la struttura

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato il:

Una vicenda “tutta da verificare”. E c’è da sperare che si riveli migliore di quanto appaia al momento. Perché le immagini evocate da quanto trapela sulle indagini della Procura sono agghiaccianti. A parlarne è Il Resto del Carlino.

Resti umani in un capannone: la scoperta a Granarolo dell’Emilia. Come è avvenuta e chi l’ha fatta

Bologna: in un capannone ingombro di immondizia ci sono alcuni barili di colore giallo accatastati contro il muro. Dentro i barili, quelli che sembrano essere feti e resti umani, a galla in un liquido di colore verde.

La terribile scoperta viene fatta da un uomo di origini sinti, che con il suo camioncino si occupa dello sgombero delle strutture nella zona industriale di Granarolo dell’Emilia (in provincia di Bologna). Mercoledì, l’uomo viene contattato dal titolare di una società di sgombero per occuparsi del trasporto dei barili gialli, che, gli si dice, devono essere smaltirli da qualche parte.

Il proprietario del camioncino però non si fida, vuole sapere cosa c’è dentro i contenitori. Ne apre uno, all’interno ci trova quello che sembra un feto umano, che galleggia all’interno di un liquido.

Feti nei barili a Granarolo dell’Emilia: l’allarme e l’intervento delle forze dell’ordine. Il liquido potrebbe essere formaldeide

Naturalmente l’autore della macabra scoperta interrompe immediatamente il lavoro e filma tutto con il suo telefonino, quindi avverte le forze dell’ordine, che intervengono prontamente a recintare il luogo del ritrovamento di quelli che, effettivamente, sembrano resti umani: il liquido, si è ipotizzato, sarebbe formaldeide, utilizzata per la conservazione dei resti organici in medicina. La supposizione si basa sull’assenza di cattivi odori.

Resti umani trovati a Bologna, partono le indagini: gli inquirenti al Sant’Orsola per capire la procedura di smaltimento

Altra ipotesi (in effetti la prima che viene in mente) è che i resti provengano da una struttura sanitaria. Sempre Il Resto del Carlino sottolinea come le indagini proseguano anche in questa direzione: gli inquirenti si sono recati al Sant’Orsola per capire quale sia la prassi e in che modo vengono smaltiti i resti biologici. L’ospedale ad esempio avrebbe un registro in cui sono stati annotati tutti i casi di bambini non nati.

La situazione è in evoluzione e gli interrogatori vanno avanti a un ritmo serrato, tra lo stupore e l’inquietudine dei residenti nella zona. Per il momento, ha fatto sapere Il Resto del Carlino, la polizia ha scelto di mantenere il massimo riserbo su una storia dai confini ancora poco chiari.

polizia auto Fonte foto: ANSA

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