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Bologna Città 30, Salvini prepara la stretta contro il limite di velocità a 30 all'ora e gli autovelox

Il Mit guidato da Matteo Salvini prepara una direttiva per smontare il limite dei 30 all'ora voluto a Bologna dal sindaco Lepore

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Matteo Salvini contro i 30 all’ora in città. Dopo lo scontro a distanza tra il leghista e il sindaco di Bologna Lepore sul limite di trenta chilometri all’ora in città, il ministero dei Trasporti guidato da Salvini fa sapere di voler intervenire con una direttiva “per chiarire e semplificare il tema dei limiti di velocità, con particolare riferimento ai centri urbani”.

Zone 30, Salvini prepara la direttiva

Dopo lo scontro tra Matteo Salvini e il sindaco di Bologna Matteo Lepore, il ministero delle Infrastrutture e Trasporti annuncia che sta lavorando ad una direttiva che punta a modificare il comma 2 dell’articolo 142 del Codice della Strada, per restringere la possibilità di creare zone 30 nei centri urbani.

L’obiettivo del Mit, si legge in una nota, è quello di “far utilizzare i rilevatori di velocità e introdurre le Zone 30 in zone sensibili e a rischio incidenti, anziché in modo generalizzato e quindi meno efficace se non addirittura vessatorio nei confronti degli utenti della strada”.

Bologna Città 30, Salvini prepara la stretta contro il limite di velocità a 30 all'ora e gli autoveloxFonte foto: ANSA
 I nuovi limiti di velocità sono entrati in vigore a Bologna il 16 gennaio 2024

Il ministero guidato da Salvini vuole “trovare un ragionevole equilibrio tra l’esigenza di garantire la sicurezza (che resta una priorità) ed evitare forzature che rischiano di generare l’effetto contrario. In questo senso, il Mit ha già portato in Conferenza unificata anche una proposta per limitare l’utilizzo degli autovelox nei centri urbani e controllare limiti sotto 50 all’ora”.

Lo scontro tra Salvini e Lepore

Con questa mossa Salvini punta a smontare il progetto Bologna Città 30 voluto dall’amministrazione comunale. I nuovi limiti di velocità a 30 km all’ora sono entrati in vigore a Bologna alcuni giorni fa, scatenando le proteste di cittadini, tassisti e volontari delle ambulanze.

Una misura considerata “non ragionevole” e ideologica” dal ministro Matteo Salvini, che nella giornata di venerdì 19 gennaio ha attaccato e deriso il progetto:  “Penso che il diritto al canto degli uccellini e all’udibilità del loro canto debba essere contemperato con il diritto al lavoro di centinaia di migliaia di persone, perché multare chi va a 36 chilometri allora non vuol dire tutela dell’ambiente”.

Il sindaco Pd di Bologna Matteo Lepore ha replicato accusando il ministro di diffondere fake news sul tema. Sul limite di 30 km l’ora a Bologna “ci sono tante fake news” che circolano, ha detto, e “che purtroppo, come ho visto, sono state anche rilanciate dal ministro Salvini”.

La replica del Comune di Bologna

Alla nota del ministero ha replicato l’amministrazione comunale di Bologna con l’assessora alla mobilità, Valentina Orioli, che ricorda che “le zone con il limite dei trenta chilometri all’ora sono state definite dal Comune di Bologna secondo le norme vigenti e le indicazioni previste dallo stesso ministero di Salvini”.

“Il ministro – ha detto – è passato dalla proposta di un tavolo di confronto con il Comune alla minaccia di imporre agli enti locali, a colpi di direttiva, la propria visione di buon senso, al momento abbastanza fumosa. Ma per fortuna le amministrazioni parlano per atti, per cui valuteremo nel merito tecnico e giuridico quelli che il ministero vorrà emanare”.

salvini-bologna-citta-30 Fonte foto: ANSA

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