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Blitz contro la mafia e arresti a Palermo, indagate le famiglie dei boss che ricevevano soldi da Cosa Nostra

Blitz antimafia a Palermo, arrestati 7 boss: contestata per la prima volta la ricettazione ai familiari che incassavano soldi dal clan

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Un colpo alla mafia a suo modo storico. Lunedì 17 luglio i carabinieri di Palermo hanno eseguito 20 ordinanze di custodia cautelare, di cui 7 in carcere, nei confronti di boss, gregari, estorsori e favoreggiatori. Per la prima volta in un’indagine di mafia, inoltre, gli inquirenti hanno contestato ai familiari di alcuni boss detenuti, che incassavano i soldi che il clan faceva avere loro per il mantenimento della famiglia e del capomafia in carcere, il reato di ricettazione.

Colpito il mandamento di Porta Nuova

I carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Palermo, durante l’operazione ‘Vincolo’, hanno eseguito 20 ordinanze di custodia cautelare, di cui 7 in carcere, 2 di obblighi di dimora e 11 di obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria, nei confronti di boss, gregari, estorsori e favoreggiatori.

L’indagine, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Palermo, guidata dal procuratore Maurizio De Lucia, ha colpito il mandamento mafioso di Porta Nuova.

 

carabinieri mafia palermoFonte foto: ANSA
Il mandamento di Porta Nuova a Palermo

I reati contestati a vario titolo, oltre all’associazione mafiosa, sono:

  • associazione mafiosa;
  • estorsione;
  • traffico e spaccio di stupefacenti;
  • favoreggiamento;
  • ricettazione;
  • porto abusivo di armi.

Tutti questi reati sono aggravati dal metodo mafioso.

Reato di ricettazione per i familiari dei boss: è la prima volta

L’operazione, denominata ‘Vincolo’, è l’ultimo capitolo di una lunga indagine durata due anni sul mandamento mafioso di Porta Nuova.

Le intercettazioni, che hanno aggirato le misure messe in atto dagli indagati, sono state fondamentali per acquisire elementi che confermano la piena operatività di uno dei più ricchi e attivi mandamenti mafiosi di Palermo.

In particolare, l’indagine ha permesso di individuare 7 boss delle famiglie di Porta Nuova e Palermo Centro che avrebbero svolto, continuativamente, attività di supporto del clan e dei suoi capi arrestati nei mesi scorsi, scoprendo i responsabili di un’estorsione a un imprenditore nel settore delle scommesse sportive.

Inoltre, per la prima volta in una indagine di mafia, come sottolineato dall’Ansa, gli inquirenti hanno contestato ai familiari di alcuni boss detenuti, che incassavano i soldi che il clan faceva avere loro per il mantenimento della famiglia e del capomafia in carcere, il reato di ricettazione.

I parenti dei padrini avrebbero ricevuto, nel tempo, grosse somme di denaro che i mafiosi in libertà, secondo una antica regola di Cosa Nostra, avrebbero destinato al sostentamento dei detenuti e dei loro familiari. È stato ottenuto il sequestro preventivo delle somme.

Chi sono gli indagati

Queste sono le 7 persone arrestate:

  • Massimo Mulè, 51 anni;
  • Ivano Parrino, 44 anni;
  • Alessandro Adamo, 31 anni;
  • Antonino Pisano, 37 anni;
  • Davide Di Fiore, 28 anni;
  • Simone Abbate 54 anni;
  • Alessandro Cutrona, 39 anni.

L’obbligo di dimora nel comune di residenza e presentazione alla polizia giudiziaria è scattato invece per:

  • Salvatore Maddalena 61 anni;
  • Giovanni Maddalena, 58 anni.

L’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria è stato notificato a:

  • Vincenzo Selvaggio, 32 anni;
  • Giuseppe Campisi, 26 anni;
  • Giuseppe Civiletti, 43 anni;
  • Salvatore D’Atria, 43 anni;
  • Giuseppe Castelli 51 anni;
  • Angela Boscaino, 34 anni;
  • Salvatore Castello, 41 anni;
  • Rita Massa, 43 anni;
  • Antonino Di Giovanni, 32 anni;
  • Maria Mercedes Di Giovanni, 40 anni;
  • Francesca Paola Lo Presti, 26 anni.

Il giudice per le indagini preliminari (gip) Filippo Serio ha inoltre disposto il sequestro preventivo di 1500 euro nei confronti di Salvatore Castello e 200 euro e Rita Massa.

carabinieri-mafia-palermo-blitz Fonte foto: ANSA
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