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Bimba cinese dice "glazie" e "plego": polemica sul libro di testo

Nuova polemica per un libro di testo che conterrebbe alcuni stereotipi razziali. Sul tema è intervenuto anche l'editore

Ancora una polemica sui libri di scuola dai contenuti potenzialmente discriminatori o lesivi verso una determinata categoria di persone. A finire nella bufera stavolta è un libro di testo segnalato su Twitter dalla professoressa Lala Hu, che insegna marketing all’università Cattolica di Milano. Il contenuto controverso fa riferimento a una bambina cinese descritta nel libro con il più classico degli stereotipi: “Dice ‘glazie, plego’ e anche ‘facciamo plesto'”.

Polemica sul libro di testo: la bimba cinese dice “glazie” e “plego”

Il testo sulla – fittizia – bimba di nome Lee è scritto da Duccio, fittizio anche lui, che confida alle pagine di un diario di provare una forte simpatia per l’amica di origini cinesi. Il problema, oltre agli stereotipi, starebbe però anche nel fatto che la bambina in questione “non si offende mai quando la prendiamo in giro”. Una caratteristica che, secondo la professoressa Hu, trascurerebbe “il trauma dei bambini quando vengono bullizzati”.

Lala Hu ha fatto notare su Twitter: “Non è la prima volta che i testi di didattica per bambini rappresentano una mentalità retrograda, talvolta sessista e razzista. Una causa può essere l’assenza di diversity nel settore editoria. Con questo tipo di narrazione, continueremo a vivere di pregiudizi e discriminazione”.

La replica dell’editore

Nella polemica è intervenuto anche l’editore che ha pubblicato il libro, facendo notare che il brano inserito nel libro di testo è tratto da “Duccio e il mostro della musica telepatica” di Paola Reggiani. L’editore, come riporta il Corriere della Sera, ha poi sottolineato: “Il nostro intento era proporre delle attività sul diario, appunto: estrapoliamo brani di letteratura che possano aiutarci a far comprendere i concetti relativamente ai generi letterari presentati”.

“Ora che qualcuno – prosegue l’editore – decontestualizzando completamente una frase dal resto del brano possa accusarci di fare apologia del bullismo, o di non avere empatia per i bambini bullizzati, come fa la professoressa, per me è inaccettabile e offensivo”.

“Siamo attentissimi ai testi che possano generare obiezioni su questioni di genere, soprattutto, su cui tra l’altro abbiamo delle direttive ministeriali molto chiare. E qui non ci vedo niente che abbia a che fare con il bullismo: tra l’altro, il testo parla di un bambino che è innamorato della bambina cinese, e la racconta con leggerezza da bambino”, conclude l’editore.

Alla replica dell’editore, la professoressa Hu ha risposto così a sua volta su Twitter: “Non ho mai accusato Giunti di ‘fare apologia del bullismo’ né tantomeno ho voluto offenderla. Il brano è contenuto nel libro di Paola Reggiani, ma viene riportato dal testo didattico in questione”.

VirgilioNotizie | 01-04-2021 17:50

libro-di-testo Fonte foto: Twitter
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