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Luca Morisi indagato per droga: parlano i legali dello spin doctor

Il creatore della "Bestia", la macchina social che ha fatto guadagnare consensi a Matteo Salvini, è indagato per cessione di droga

Dietro l’abbandono della “Bestia” da parte di Luca Morisi, lo spin doctor che ha portato Matteo Salvini a guadagnare una quota di consensi prima inimmaginabile, ci sarebbe un’indagine portata avanti dalla Procura di Verona. L’esperto di comunicazione dietro i social della Lega è indagato per cessione di stupefacenti e avrebbe per questo lasciato il suo incarico solo alcuni giorni fa. Ne dà notizia il ‘Corriere della Sera’.

“Questioni personali, non c’è un problema politico ma ho solo bisogno di staccare per un po’ di tempo”, aveva fatto sapere dando le dimissioni. La scelta aveva alimentato voci su tensioni con il leader del Carroccio o uno scontro con l’ala filogovernista del partito.

Il motivo reale sarebbe invece il fascicolo aperto dopo la denuncia dei Carabinieri che hanno perquisito la sua cascina di Belfiore, in provincia di Verona, trovando diverse dosi di droga.

Secondo quanto riferito dal ‘Corriere della Sera’, Luca Morisi avrebbe avuto anche 2 grammi di cocaina in casa: per questo sarebbe scattata la segnalazione per uso personale.

Lega, Luca Morisi indagato per droga: “Chiedo scusa a Matteo Salvini”

“Non ho commesso alcun reato, ma la vicenda personale che mi riguarda rappresenta una grave caduta come uomo. Chiedo innanzitutto scusa per la mia debolezza e i miei errori a Matteo Salvini e a tutta la comunità della Lega a cui ho dedicato gli ultimi anni del mio impegno lavorativo”, ha fatto sapere Luca Morisi in una nota stampa.

E ancora una richiesta di perdono rivolta “a mio padre e ai miei familiari, al mio amico di sempre Andrea Paganella a fianco del quale ho avviato la mia attività professionale, a tutte le persone che mi vogliono bene e a me stesso“.

“Ho rassegnato il primo settembre le dimissioni dai miei ruoli all’interno della Lega”, ha rivelato. “È un momento molto doloroso della mia vita, rivela fragilità esistenziali irrisolte a cui ho la necessità di dedicare tutto il tempo possibile nel prossimo futuro, contando sul sostegno e sull’affetto delle persone che mi sono più vicine”.

Salvini: “Morisi ha sbagliato ma è un amico. Potrà sempre contare su di me”

Matteo Salvini, su Facebook, ha rilasciato delle dichiarazioni sull’indagine in corso che sta coinvolgendo Morisi. “Quando un amico sbaglia e commette un errore che non ti aspetti, e Luca ha fatto male a se stesso più che ad altri, prima ti arrabbi con lui, e di brutto. Ma poi gli allunghi la mano, per aiutarlo a rialzarsi. Amicizia e lealtà per me sono la Vita. In questa foto avevamo qualche anno e qualche chilo in meno, voglio rivederti presto con quel sorriso. Ti voglio bene amico mio, su di me potrai contare. Sempre”.

Poi, alla manifestazione di chiusura della campagna elettorale per le elezioni comunali a Milano, il leader della Lega ha detto: “Più mi attaccano più mi danno forza per liberare questo straordinario Paese. Io non mollo e non mollerò mai”.

Matteo Renzi: “Non faremo a Morisi ciò che la Bestia ha fatto a noi”

Anche Matteo Renzi, con la sua Enews, ha commentato la vicenda: “Non faremo a Morisi quello che la Bestia ha fatto a noi in vicende molto meno serie. Noi siamo orgogliosamente rispettosi della persona umana e della civiltà della politica. Luca Morisi è il padre della Bestia, la struttura social di Matteo Salvini e della Lega. Lui è stato il cervello ideatore di tutte le aggressioni personali contro di me e contro di noi nella scorsa legislatura”.

“Gli attacchi – prosegue Renzi – sono spesso stati carichi di odio in modo similare a quelli dei Cinque Stelle: non a caso, l’alleanza giallo verde, prima che a Palazzo Chigi, è nata sui social. Contro di noi. Oggi Morisi è in difficoltà per vicende private e giudiziarie, si è dimesso dalla dirigenza della Lega e ha chiesto rispetto per le proprie questioni personali. Invito tutti a mostrarsi per quello che siamo: diversi da chi sparge odio sui social”.

La ministra Fabiana Dadone (M5s): “Chi citofonerà a casa di Salvini?”

“Chi citofonerà a casa di Salvini? Scagli la prima pietra chi è senza peccato. La fragilità è parte dell’essere umano, il perbenismo e gli insulti da bar sport invece ci impediscono di affrontare i problemi reali di questo Paese in tutta la loro complessità”. Così la ministra per le Politiche giovanili Fabiana Dadone (M5S).

“Luca Morisi — scrive su Facebook la ministra — ha fatto del perbenismo provocazione, dell’aggressione digitale mestiere. Sono queste le cose che lo hanno contraddistinto, le “qualità” che gli hanno dato fortuna, non a caso il suo sistema comunicativo è chiamato “Bestia” di Salvini. Il suo problema è l’ambivalenza, come quella di molti personaggi a destra”.

“Mi chiedo se qualcuno citofonerà a casa di Salvini – aggiunge Dadone -, spero non succeda perché le fragilità umane non devono essere oggetto di propaganda. Insieme possiamo affrontare nel merito ogni questione morale, senza che nessuno si senta superiore ad altri. La superiorità morale è una barzelletta. L’Italia aspetta risposte concrete, non propaganda”.

Lega, Luca Morisi indagato per droga: cosa è emerso sulle indagini

Secondo quanto appreso da fonti investigative, le indagini sarebbero state avviate dopo che gli uomini dell’Arma hanno fermato tre giovani, trovandoli in possesso di un flacone di droga liquida, che avrebbero accusato Luca Morisi di avergliela ceduta. Il sospetto è tuttavia che l’uomo fosse già monitorato da tempo, con il controllo scattato per confermare le informazioni già raccolte dagli inquirenti.

Il quantitativo di sostanze rinvenuto nell’abitazione del social media manager sarebbe modesto, ma l’accusa di cessione e non la semplice detenzione avrebbe fatto finire Luca Morisi nel registro degli indagati.

Tuttavia rimane il giallo sulle vere motivazioni. A Montecitorio si vocifera infatti che i Carabinieri avrebbero portato via da casa dell’uomo anche del materiale informatico.

Con l’inchiesta in corso e il segreto istritturio, è difficile che emergano nuovi dettagli investigativi nel prossimo futuro. Ciò che è certo è che Luca Morisi non ha scelto di liquidare la vicenda e da parte degli esponenti del Carroccio, impegnati con i comizi elettorali per elezioni, rimane assoluto silenzio sulla vicenda.

Lo spin doctor, 48 anni, è il creatore della “Bestia”, una task force che gestisce l’immagine di Matteo Salvini e di altri vertici della Lega e che, grazie a una martellante campagna di comunicazione via social, ha permesso al partito di guadagnare un consenso trasversale, non senza sollevare una moltitudine di polemiche.

Legali Morisi: Il flacone con liquido non era di Luca”

“Il flacone con liquido, sul cui contenuto si stanno compiendo accertamenti, non era di Luca Morisi, il quale evidentemente non può averlo ceduto a terzi”. Lo rendono noto i legali dell’ex social media manager di Matteo Salvini. Proprio per questo “c’è piena fiducia nel lavoro degli inquirenti”, spiega la difesa, come riferisce TgCom24, ricordando che per la procura di Verona “si tratta di un fatto banale per quanto riguarda l’Autorità giudiziaria”.

“Indagato uno dei due romeni”, ma la procuratrice smentisce

“Risulta indagata anche un’altra persona di nazionalità rumena, che era in compagnia di un connazionale al momento sconosciuto” ha chiarito l’avvocato Fabio Pinelli, difensore di Luca Morisi. Ma in una nota diffusa dall’Ansa, la procuratrice di Verona Angela Barbaglio ha precisato che “non c’è allo stato attuale un secondo indagato”: “assolutamente, l’unico indagato è Luca Morisi, nessun altro per questo procedimento”.

VirgilioNotizie | 28-09-2021 22:00

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