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Autostrade, Conte sul futuro del governo e la verifica di gennaio

Il premier Giuseppe Conte ha parlato delle norme del milleproroghe e concessioni autostradali, ma anche dell'ipotesi di gruppi parlamentari a suo nome

Il premier Giuseppe Conte, in un’intervista rilasciata al Messaggero, ha toccato diversi argomenti in merito alle norme del milleproroghe, concessioni autostradali e manovra. Al quotidiano, Conte ha dichiarato che le norme non vogliono essere punitive o penalizzanti per i concessionari, ma introdurre un regime più trasparente, per evitare sperequazioni.

Dopo la lettera di Aspi all’indomani del provvedimento, Conte ha precisato che “non si potranno più applicare, tuttavia, norme di favore come quelle invocate da Atlantia, che anche in caso di grave inadempimento pretenderebbe un indennizzo di decine di miliardi. Non lo permetterò”.

Per il premier, le nuove norme non danneggiano il sistema, ma “si cerca di rimettere ordine in un contesto molto articolato, dove si sono create tante sperequazioni e tanti indebiti vantaggi per i privati”.

Sull’ipotesi di riforma dell’Irpef, Conte ha affermato che condividerà la questione con la maggioranza: “Non immagino di portare a gennaio una riforma bella e pronta. Ci metteremo a lavorare su questo e altri argomenti e decideremo insieme. Dovremo in ogni caso mettere prima a fuoco le priorità politiche e per me questa lo è”.

Conte e la verifica di gennaio

Quella di gennaio, ha ricordato il premier, non sarà una verifica ma piuttosto un confronto tra gli alleati: “Ho varie idee, ma le riforme strutturali sono le più importanti: la già menzionata riforma dell’ Irpef e del sistema fiscale. La riforma della giustizia tributaria e lo snellimento della burocrazia per rendere più spediti tutti i procedimenti amministrativi”.

Conte e l’ex Ilva

Oggi il premier sarà a Taranto, e sul caso dell’ex Ilva ha chiarito: “Abbiamo raggiunto un accordo sulla base di alcuni principi e obiettivi, che ci ha consentito di rinviare le udienze prefissate e di ottenere circa un mese di tempo per mettere a punto un efficace piano industriale”, “prevediamo anche l’ ingresso di capitale pubblico, cosa che non è un segnale di debolezza né esprime la volontà di nazionalizzare. La verità è che il coinvolgimento dello Stato garantisce tutti. Dello scudo penale non abbiamo mai parlato”.

Conte e l’ipotesi gruppi parlamentari a suo nome

Infine, dopo l’idea di Zingaretti di Conte come possibile candidato premier del Pd, il presidente del Consiglio si è soffermato anche sull’ipotesi di gruppi parlamentari a suo nome, affermando: “Il mio giudizio è negativo e chiedo a tutti la massima compattezza e coesione. Invito quindi tutti a confrontarsi all’interno delle singole forze politiche e degli attuali gruppi parlamentari”.

VIRGILIO NOTIZIE | 24-12-2019 09:46

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