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Attivisti di Ultima Generazione lanciano coriandoli agli Internazionali di Roma, match Keys-Cirstea interrotto

Blitz di alcuni attivisti di Ultima Generazionale durante l'incontro tra Keys e Cirstea agli Internazionali di tennis a Roma: match interrotto

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Nuovo blitz degli attivisti ambientalisti di Ultima Generazione, stavolta agli Internazionali di tennis al Foro Italico di Roma.

Il blitz di Ultima Generazione agli Internazionali di tennis a Roma

Due manifestanti, entrati con altri tre nella mattinata di lunedì 13 maggio dopo aver acquistato i biglietti come normali spettatori, hanno interrotto al secondo set l’incontro femminile tra la tennista statunitense Madison Kays e la rumena Sorana Cirstea, lanciando coriandoli dopo aver invaso il campo in terra battuta. Nel frattempo, i loro compagni hanno inscenato una protesta sugli spalti in nome della difesa dell’ambiente. Una persona tra il pubblico si è incollata i piedi sulla gradinata.

I due attivisti che hanno invaso il campo sono stati immediatamente bloccati dagli addetti alla sicurezza e condotti fuori. Qualche fischio dal pubblico di appassionati di tennis, che volevano vedere la partita. Il match è stato momentaneamente sospeso sul 3-1 per la tennista statunitense, dopo che aveva conquistato il primo set per 6-2.

CirsteaFonte foto: ANSA

Il blitz degli attivisti di Ultima Generazione è andato in scena durante il match tra Madison Kays e Sorana Cirstea.

Cosa succederà agli attivisti di Ultima Generazione

Gli ambientalisti, si legge sul ‘Corriere della Sera’, sono stati poi fermati dalla Polizia per essere identificati: potrebbero essere denunciati.

Cosa chiedono gli attivisti di Ultima Generazione

La richiesta degli ambientalisti di Ultima Generazione è quella di un fondo riparazione per le catastrofi climatiche.

“Chiediamo al Governo italiano un fondo permanente e preventivo di 20 miliardi per riparare ai danni delle catastrofi climatiche che stanno distruggendo le nostre vite”, si legge sul sito di Ultima Generazione.

Sul sito si legge anche: “In Italia, un fondo d’emergenza è assolutamente necessario e di senso comune. L’Italia è un paese a rischio sismico ma lo è anche per quanto riguarda i rischi di frane e alluvioni: oltre il 90% dei comuni, 7 milioni di abitanti, il 12% della popolazione. E solo il 5% delle case è coperto da un’assicurazione per le calamità. Per colpa dell’incapacità dei governi che si sono succeduti negli ultimi decenni non si è fatto nulla per incentivare un sistema di assicurazioni sulla casa come quelli in funzione in Svizzera, Germania, Francia, Spagna e perfino in Giappone, dove i prezzi sono calmierati e il premio è fiscalmente deducibile”.

Protesta Internazionali Roma Fonte foto: Getty Images
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