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AstraZeneca: tutte le bufale a cui non credere, parla l'esperto

Vaccino AstraZeneca: fake news e informazioni non corrette, parla l'esperto

Giovedì 18 marzo è il giorno in cui è atteso il giudizio per il vaccino AstraZeneca, sospeso in via precauzionale in Italia e in diversi Paesi Ue, tra cui la Germania. L’Ema si pronuncerà dopo aver analizzato i casi di trombosi nelle persone immunizzate e i relativi dati. L’obbiettivo è capire se le morti di trombosi registratesi in quei soggetti che hanno ricevuto la somministrazione del siero siano legate appunto alla somministrazione oppure no. L’Adnkronos ha raggiunto l’immunologo Mauro Minelli, responsabile per il Sud della Fondazione italiana di medicina personalizzata. L’esperto, alla luce delle tante informazioni circolate in rete in questi giorni sul caso AstraZeneca (alcune delle quali fuorvianti), ha provato a fare chiarezza, parlando anche di vere e proprie bufale in certe circostanze.

In primis, Minelli sottolinea che “è data per certa una relazione causa-effetto tra malattia Covid-19 e infiammazione vascolare diffusa (vasculiti) con correlati eventi trombo-embolici, ma non tra vaccini anti-coronavirus ed episodi trombotici”. “Anche perché – prosegue – tra le tante persone che dopo il vaccino AstraZeneca si sono precauzionalmente sottoposte ad esami ematochimici finalizzati a valutare l’assetto coagulativo, non risultano alterazioni degne di nota nemmeno tra i soggetti con suscettibilità genetica alla trombofilia”.

Diverse persone sono convinte che i casi di trombosi che hanno causato morte siano strettamente correlati al fatto che le vittime abbiano ricevuto il vaccino poche ore o pochi giorni prima del decesso. Minelli spiega che “non ci si può basare esclusivamente sul dato temporale per affermare con matematica certezza che ci sia un legame tra vaccino effettuato e reazione avversa eventualmente intervenuta, senza avere dimostrato una chiara causalità tra le due cose”.

“E  – aggiunge lo studioso – per dimostrare con convincente certezza la causalità ci vuole del tempo che giustamente l’Ente regolatorio si è preso prima di autorizzarne di nuovo l’impiego dopo le morti denunciate”.

“Altra fake news abbastanza diffusa – rimarca Monelli – è che, siccome sintomi frequenti post vaccino AstraZeneca sarebbero febbre alta, mal di testa, dolori diffusi e poi anche coaguli di sangue capaci di produrre trombosi, il vaccino può generare conseguenze simili a quelle prodotte dal Sars-Cov-2 nei pazienti post-Covid perché contiene un minimo di virus che viene somministrato col vaccino”.

L’immunologo spiega poi che il vaccino AstraZeneca è “a vettore virale” e quindi costituito “da un virus diverso dal coronavirus”. Tecnicamente viene chiamato “adenovirus di scimpanzé, cioè di un virus responsabile del raffreddore nelle scimmie, ma reso incapace di riprodursi e, dunque, del tutto innocuo per il soggetto ricevente”.

Tale adenovirus modificato, però, è in grado di dare al sistema immunitario della persona che riceve il vaccino “le giuste ‘istruzioni’ per produrre la famosa proteina ‘spike’, quella che consente al Sars-Cov-2 di entrare nelle cellule umane e generare danno. Succede, così, che il sistema immunitario del soggetto vaccinato individui come estranea (non self) la proteina prodotta grazie alle informazioni fornite dall’adenovirus trasportatore e, dunque, risponda producendo anticorpi che andranno poi a neutralizzare il vero coronavirus responsabile della Covid-19, nel caso in cui questo dovesse contagiare quell’organismo”.

Minelli infine rimarca che l’adenovirus non si può replicare e dunque non ha possibilità né di causare la malattia e tantomeno di diffonderla. Motivo?  “Semplicemente per il fatto che è un adenovirus e per giunta inattivato, di conseguenza non è in grado di provocare nemmeno uno starnuto”, conclude lo studioso.

VirgilioNotizie | 17-03-2021 19:13

Covid: cosa succede ora con lo stop del vaccino AstraZeneca Fonte foto: ANSA
Covid: cosa succede ora con lo stop del vaccino AstraZeneca
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