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Arrestato Matteo Costacurta, il killer 'nobile': così operava a Roma per la mafia albanese

Storia di droga e sicari: a Roma finiscono in manette cinque persone tra cui il killer 'nobile' Matteo Costacurta

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Killer, droga e rese dei conti: non si tratta del canovaccio di Suburra, nota serie tv che ha inscenato sul piccolo schermo le trame della malavita romana, bensì di una storia realmente accaduta. La vicenda, come spiegato da La Repubblica, è stata dipanata dai carabinieri del nucleo investigativo di Ostia, le cui indagini hanno portato all’esecuzione di cinque misure di custodia cautelare in carcere disposte dal gip Andrea Fanelli su richiesta dei sostituti procuratori di Roma Mario Palazzi e Francesco Cascini.

Chi è il killer Matteo Costacurta

A finire in manette anche Matteo Costacurta, un romano di 38 anni, apparentemente insospettabile. Soprannominato “Il Principe” per via delle sue origini nobili – porta un cognome della nobiltà veneta -, l’uomo ha delle case all’Olgiata, gestisce un B&B in zona San Pietro ed è appassionato di Polo, oltre a essere spesso presente alle feste “glamour” di Porto Cervo. Secondo gli inquirenti avrebbe però una doppia vita: in quella ‘oscura’ opera come killer.

Sarebbe stato proprio Costacurta, assieme ad un altro uomo, a essere stato incaricato di eseguire l’omicidio di Alessio Marzani, ora indagato per estorsione.

Arrestato il killer Matteo Costacurta.Fonte foto: ANSA

La vicenda

Daniele Gallarello, un narcotrafficante di medio spessore attivo tra Acilia ed Ostia, si rivolge Elvis Demce ( il capo albanese della nuova criminalità romana) e a Daniele Corvesi (ex calciatore delle giovanili della Lazio). Ai due offre 45mila euro per prezzolare un sicario che uccida Alessio Marzani. Motivo? Quest’ultimo pretendeva mille euro al mese (per un totale di circa 40.000 euro) da Gallarello, come risarcimento e mantenimento, probabilmente perché aveva custodito la droga per conto di altre persone.

Demce e Corvesi, ora accusati di tentato omicidio, si mettono in cerca di due killer per ammazzare Marzani, su cui ora pende l’accusa di estorsione. Assoldano così Matteo Costacurta e un altro uomo (al momento ancora anonimo) per portare a termine il piano. Pianificano l’operazione nei dettagli. Questo “lo mannamo a giocà a briscola e tresette co’ San Pietro“, dicevano, intercettati, Demce e Corvesi. “San Pietro” è uno dei soprannomi di Matteo Costacurta.

Il 22 ottobre del 2022, Alessio Marzani è vittima di un agguato in via Leonardi, ad Acilia. Si trova innanzi a due sicari a bordo di un Sh: uno è Costacurta, l’altro è la persona al momento anonima. I killer lo affiancano mentre pedala in bicicletta e gli sparano due colpi di pistola, colpendolo sulla parte sinistra del petto e al braccio.

Marzani scappa dentro a un palazzo. Un residente gli apre la porta, mentre un vicino contatta i carabinieri. Gli uomini dell’Arma trovano Marzani ferito: verrà operato al San Camillo e dimesso con 45 giorni di prognosi. Da quell’episodio inizia l’indagine che ha portato ai 5 arresti.

Matteo Costacurta, persona con una “elevatissima indole criminale”

Matteo Costacurta, scrivono gli inquirenti, è una persona con una “elevatissima indole criminale”. Appena riceve da Corvesi la foto della persona da eliminare, ossia Marzani, già pregusta il momento in cui si dovrà mettere all’opera. “Ha una grandissima faccia di m…, durerà poco”, commenta dopo aver ricevuto l’incarico. Il piano però non va come previsto: Marzani si salva.

carabinieri-roma-ostia Fonte foto: ANSA
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