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Archie Battersbee, respinto il ricorso sul bimbo di 12 anni attaccato alle macchine: è scontro su dove morirà

Il caso di Archie Battersbee è arrivat alla fine: l'ultimo ricorso è stato respinto e al bambino verranno staccate le macchine che lo tengono in vita

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Il caso di Archie Battersbee, il bimbo di 12 anni attaccato alle macchine da mesi, è arrivato ad un triste epilogo: è stato respinto l’ultimo ricorso presentato dai genitori alla Corte Europea, al bambino verranno quindi staccate le macchine per il supporto vitale. La madre tuttavia ha chiesto che venga spostato in una struttura diversa, dove potergli addio.

La storia di Archie Battersbee

La vicenda che arriva dall’Essex, Inghilterra, ha mobilitato l’opinione pubblica europea. Il 7 aprile 2022 Archie Battersbee, 12 anni, è stato trovato privo di sensi nella sua casa di Southend-on-Sea. Al tempo, la madre ha creduto si trattasse di un qualcosa dovuto ad una possibile challenge online tentata dal figlio.

Per i dottori, il 12enne ha riportato una “altamente probabile” morte cerebrale dalla quale non avrebbe più nessuna chance di riprendersi. Da mesi Archie è attaccato a macchinari per il supporto vitale, senza i quali morirebbe.

Genitori di Archie BattersbeeFonte foto: IPA
I genitori di Archie Battersbee

L’Alta Corte inglese ha dichiarato “futile” il proseguo del trattamento e ordinato che venisse staccata la spina. I genitori però hanno dato battaglia e si sono rivolti alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo. Inutilmente, però.

Respinto l’ultimo ricorso dei genitori

Secondo quanto diffuso nella giornata di ieri, venerdì 5 agosto, il parere della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo è stato negativo. L’ECHR ha stabilito infatti di non essere competente in materia e di non poter intervenire rispetto a quanto già deciso dalla giustizia britannica.

Per i genitori, una sconfitta: la madre, Dance, secondo quanto riportano i media britannici si è scagliata contro il sistema sanitario e giudiziario inglese. La donna afferma infatti che ci sarebbero stati altri Paesi, come Italia e Giappone, che avrebbero potuto garantire a Archie il sostegno vitale necessario.

Uno spostamento all’estero del bambino, tuttavia, non sarebbe mai stato preso in considerazione dall’autorità.

L’ultima richiesta della madre per una “morte più degna”

Appresa la decisione della Corte e la fine della battaglia legale per la sopravvivenza, seppur attaccato alle macchine, del bambino, la madre di Archie Battersbee ha avanzato un’ultima richiesta.

I genitori si sono rivolti di nuovo all’Alta Corte di Londra per un ricorso: chiedono che il figlio venga spostato in una struttura più vicina a casa, di modo da potergli dire addio con più calma e pace. Per potergli dare una “morte più degna“, sono le parole usate dalla madre.

Lo stop alla ventilazione assistita era previsto per oggi alle 12 italiane, ma il ricorso può aver fatto slittare i tempi. I medici dell’ospedale, tuttavia, hanno sconsigliato anche quest’ultimo spostamento.

Dura critica da parte del Vaticano

Nella vicenda è intervenuto anche il Vaticano. I media della Chiesa, parlando del caso di Archie Battersbee, hanno duramente criticato la decisione delle autorità inglesi di staccare la spina al bambino in coma dal 7 aprile.

Archie non è una foglia secca, è un bambino in carne ed ossa” si legge nella nota, che cita anche i casi di Charlie Gard, Alfie Evans e Tafida Raqeeb, quest’ultima curata in Italia dopo un lungo braccio di ferro con le autorità londinesi.

In Italia, un referendum sull’eutanasia è stato bocciato solo pochi mesi fa e lo stesso presidente della Camera Roberto Fico si è detto rammaricato che questa legislatura non riuscirà ad affrontare il tema entro la sua scadenza, prevista per le prossime elezioni di settembre 2022.

archie-battersbee-respinto-ricorso Fonte foto: 123rf
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