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App "Immuni", quando esce e come funziona. L'annuncio di Arcuri

Il commissario Domenico Arcuri è intervenuto per chiarire alcuni punti sull'app di contact tracing "Immuni", a partire da quando sarà operativa

Il commissario Domenico Arcuri è intervenuto per chiarire alcuni dubbi circa l’app di contact tracing “Immuni“, che fornirà un ulteriore aiuto nella gestione dei contagi di coronavirus durante la fase 2. Arcuri, come riporta l’Ansa, ha affermato: “A maggio con le prime funzionalità, cioè il contact tracing, sarà in funzione, in tempi ravvicinati saranno attive anche le funzionalità più vicine al diario clinico”, in connessione con il Sistema sanitario nazionale.

App “Immuni”, quando sarà operativa

Ai giornalisti che chiedevano maggiori dettagli, Arcuri si è limitato a rispondere: “A maggio quando? A maggio, può essere anche il primo maggio…”.

In merito al mancato chiarimento del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, a margine della presentazione del dpcm del 26 aprile, Arcuri ha precisato: “Il premier Conte ha dato una molteplicità di informazioni ai cittadini come il momento richiedeva, non ha fatto cenno alla app di contact tracing, ma non significa che il lavoro non proceda”.

Come funziona l’app “Immuni”: la precisazione di Arcuri

Il commissario si è poi soffermato sul funzionamento di “Immuni”: “La app si avvarrà di tecnologia bluetooth e non c’è nessuna controindicazione”. Sull’avviso di avvenuto contatto con un positivo, Arcuri ha sottolineato: “Allo stato attuale l’alert arriva al cittadino ed è quest’ultimo il protagonista del percorso sanitario”: non sarà quindi compito della Asl notificare il cittadino, ma il contrario.

“Immuni”, Arcuri: “Necessario essere sottoposti ai tamponi”

Arcuri ha però osservato: “Ovviamente se non c’è tempestività tra la segnalazione e il tampone non abbiamo raggiunto l’obiettivo di contact tracing, dunque è necessario essere sottoposti ai tamponi. Anche se sai che se sei negativo potresti poi diventare positivo in seguito. Gli scienziati ci dicono che il tempo minimo certo per essere a rischio contagio è di 15 minuti, la distanza di rischio tra un metro e due metri, ma meglio ragionare sui due metri”.

Per quanto riguarda lo spinoso tema della privacy, Arcuri ha specificato che non è ancora stato stabilito se i dati raccolti da “Immuni” saranno conservati sugli smartphone dei cittadini o su un server pubblico. “Al momento dello sviluppo – ha aggiunto – si potrà decidere se lasciarli sul telefonino e/o su un server pubblico e italiano. In ogni caso non cambia nulla sulla piena e assoluta garanzia della privacy” in quanto i “dati sono criptati“.

VirgilioNotizie | 28-04-2020 16:30

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