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Intesa, Gros Pietro: 'L'offerta su Ubi è piaciuta al mercato'

Messina, speriamo la considerino amichevole. Positivo su Bce

L’offerta di Intesa Sanpaolo “è piaciuta al mercato”. “Credo che la reazione del mercato abbia data una misura del vantaggio che tutti gli azionisti ottengono da questa operazione”. Così il presidente di Intesa San paolo, Gian Maria Gros-Pietro, ha commentato la reazione della Borsa all’ops su Ubi a margine dell’esecutivo dell’Abi. “Il mercato ha sempre ragione e non commento quelĺo che fa il mercato, l’importante è che l’operazione porta valore a tutti gli azionisti e a tutte due le banche, a tutti quelli che lavorano nelle due banche e ai loro clienti, perché si troveranno una struttura più grande con maggiori economie di scala e quindi con maggiori capacità di fare quella transizione necessaria per l’uso delle nuove tecnologie e con un ambizione molto più grande per quanto riguarda il servizio che si può rendere al palese”, ha spiegato Gros-Pietro.

ggi si riunirà il cda di Ubi Banca. Sul tavolo dei consiglieri l’offerta pubblica di scambio non sollecitata annunciata da Intesa Sanpaolo. “Facendo una serie di analisi ci siamo accorti che c’era una banca con la quale potevamo pensare ad una operazione. Questa banca è Ubi che rappresenta la miglior combinazione con Intesa Sanpaolo”. Lo ha detto il ceo di Intesa Sanpaolo Carlo Messina nel corso di una conferenza stampa. “Con questa combinazione – ha aggiunto – superiamo Unicredit, Sogen, Credit Suisse e Credit Agricole. Andiamo a livelli di Deutsche bank in termini di ricavi”.

Speriamo che il cda e il managnent di Ubi consideri positivamente l’operazione“, ha affermato Messina. “Non c’é modo – aggiunge – di fare queste operazioni diversamente. Non é stata concordata ma la nostra attitudine verso Ubi è amichevole. La riteniamo la miglior banca insieme a noi. Amichevole anche per gli azionisti”.
“Questa è storia di grandissimo orgoglio di paese. L’offerta è verso gli azionisti. La maggior parte del capitale è in mano a investitori, non credo che ci possano essere destini diversi da quelli di essere favorevoli verso Intesa”, ha sottolineato Messina. “Non ho sentito Palazzo Chigi, ieri sera ho sentito il ministro Gualtieri per infornarlo”, ha affermato il ceo di Intesa.
Operazione concepita in modo geniale che valorizza al massimo le componenti delle due entità e perché coinvolge altre parti esterne e risolve problemi antitrust. Non era operazione facile”, ha detto il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro in conferenza stampa presentando l’ops su Ubi Banca.
Un minuto dopo aver diffuso il comunicato ho “chiamato Victor Massiah per informarlo della decisione e illustrargli l’operazione. Stamattina ho sentito Letizia Moratti”. Cosí Carlo Messina. “Massiah mi ha detto che si sentiva in imbarazzo essendo in presenza della presentazione del piano.Mi ha detto che ci risentiremo. Conosco molto bene sia Victor che Letizia Moratti, sono persone di grande signorilità. Poi ho chiamato Bazoli che non sapeva nulla di quanto stavamo facendo. La nostra offerta si rivolge agli azionisti ma loro non li ho sentiti e non ho intenzione di sentirli”.
L’offerta pubblica di scambio lanciata da Intesa Sanpaolo su Ubi Banca fa ripartire il risiko nel settore bancario. Una mossa a “sorpresa” che “creerà valore per tutti” spiega il consigliere delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, che agli analisti assicura che la sua banca non ha “nessuna intenzione di aumentare” un prezzo che “ci sembra già equo”.
L’operazione è stata accolta positivamente dalla Borsa con il titolo di Intesa, che ha avuto come advisor Mediobanca, che sale 2,4% a 2,6 euro e Ubi (+22,6%) a 4,28 euro. Per ogni 10 azioni di Ubi Banca portate in adesione all’offerta saranno corrisposte 17 azioni ordinarie di Intesa Sanpaolo di nuova emissione, valorizzando quindi Ubi 4,86 miliardi di euro. La cifra corrisponde ad un premio del 27,6% sui valori di Borsa di venerdì 14 febbraio pari a 3,3333 euro. L’operazione apre un “nuovo capito della storia di questo gruppo”, ha aggiunto Messina.
Dall’operazione nascerà la terza banca europea per capitalizzazione di mercato, che salirà a 48 miliardi di euro, e la settima per ricavi, a quota 21 miliardi, con impieghi per circa 460 miliardi di euro e 1,1 trilioni di euro di risparmio degli italiani in gestione. L’operazione non avrà nessun impatto per gli azionisti a cui Messina assicura un dividendo di 0,2 euro sul 2020, superiore a 0,2 euro sul 2021, con l’impegno, anche nel futuro, a mixare alte cedole e un solido capitale.
Ubi è la miglior banca di medie dimensioni sia in termini di bilancio che di dedizione all’economia reale e alla sostenibilità, sono una piccola Intesa Sanpaolo – ha detto Messina -. Vogliamo che i due migliori player italiani crescano insieme e creino un leader europeo nel prestito, nel wealth management e nella protezione e nella crescita sociale e inclusiva”. L’offerta, che permetterà a Intesa di superare i 6 miliardi di utile a partire dal 2022, non è “amichevole dal punto di vista tecnico ma non avevamo altro modo per farla”, spiega ancora Messina che auspica che il vertice di Ubi – colto di sorpresa da una offerta arrivata nel giorno della presentazione del piano industriale – possa considerarla tale. In attesa che il cda di Ubi si esprima per ora a parlare sono solo i grandi soci della banca riuniti nel patto Car, che definiscono Ubi “centrale per l’Italia e il suo sistema bancario” ma chiedono “tempo” per valutare l’ops. Messina è invece fiducioso sul via libera della Bce: “Questa mossa è in linea con le aspettative dell’autorità di vigilanza”.
Intanto il ceo di Ubi banca, Victor Massiah, ha rinviato a data da destinarsi l’incontro, in programma per domani, con i dipendenti dell’istituti per spiegare il piano industriale appena approvato.
Bce informata, parere iniziale positivo – Intesa Sanpaolo ha avuto colloqui con la Vigilanza bancaria Bce prima di lanciare la sua offerta su Ubi, e da Francoforte sarebbe emerso un parere iniziale positivo sull’operazione. Lo riferiscono all’ANSA fonti vicine al dossier, spiegando che nei contatti si è discusso dell’impatto dell’operazione su concorrenza, numero delle filiali e capitale. L’offerta sarebbe vista come un fattore positivo rispetto alla necessità di consolidamento del settore bancario italiano. Una portavoce Bce spiega che “siamo pronti a valutare e accompagnare progetti di consolidamento che siano solidi”.

ANSA | 19-02-2020 11:49

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