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Legge sui defibrillatori, che fine ha fatto?

Approvata alla Camera il 30 luglio scorso è in esame in Senato

I recenti casi di due studenti (uno in Sicilia e una a Padova) che hanno accusato un malore a scuola e sono poi morti in ospadale, riporta al centro del dibattito la questione della presenza dei defibrillatori anche fuori dagli ospedali. In Parlamento da tempo si discute di una proposta di legge in proposito che è stata approvata da Montecitorio il 30 luglio scorso e che è ora al Senato e ha iniziato il suo iter in commissione con una serie di audizioni.

Il testo di nove articoli ha come primo obiettivo (articolo 1) quello di favorire la progressiva diffusione e l’uso dei defibrillatori semiautomatici e automatici esterni presso alcune sedi di pubbliche amministrazioni, infrastrutture e mezzi di trasporto oltre che presso i gestori di servizi pubblici. Più in dettaglio si prevede, tra l’altro, la definizione di un programma pluriennale, con la connessa concessione di contributi finanziari (2 milioni di euro annui, a decorrere dal 2020) per la diffusione e l’utilizzo dei defibrillatori semiautomatici ed automatici. In merito ai luoghi, alle strutture ed ai mezzi di trasporto destinatari, il programma riguarda la diffusione e l’utilizzo dei defibrillatori: presso le sedi delle pubbliche amministrazioni in cui siano impiegati almeno quindici dipendenti e che abbiano servizi aperti al pubblico; negli aeroporti, nelle stazioni ferroviarie e nei porti, a bordo dei mezzi di trasporto aerei, ferroviari, marittimi e della navigazione interna che effettuino tratte con percorrenza continuata, senza possibilità di fermate intermedie, della durata di almeno due ore e, comunque, presso i gestori di pubblici servizi nonché di servizi di trasporto extraurbano in concessione. Nel programma viene prevista una diffusione prioritaria per quanto riguarda le scuole di ogni ordine e grado

Si prevedono inoltre da parte degli enti territoriali incentivi, anche attraverso misure premiali, per l’installazione dei DAE nei centri commerciali, nei condomìni, negli alberghi e nelle strutture aperte al pubblico

Per quanto riguarda le società sportive, venfono estesi gli obblighi, già previsti per legge, anche per gli allenamenti oltre che per le competizioni. Viene inoltre introdotto, per gli impianti sportivi pubblici, il principio di condivisione dei defibrillatori da parte delle società sportive con i soggetti che utilizzino gli impianti stessi.

Si prevede, infine, che il Ministro della Salute, di concerto con il Ministro dell’Istruzione, promuova ogni anno, negli istituti di istruzione primaria e secondaria, una campagna di sensibilizzazione rivolta al personale docente e non docente, agli educatori, ai genitori e agli studenti, intesa ad informare e sensibilizzare sulle manovre di rianimazione cardiopolmonare e sull’uso dei DAE.

Il testo è in esame in commissione al Senato ed è in corso un ciclo di audizioni, l’ultima delle quali si è tenuta l’11 febbraio scorso.

ANSA | 22-02-2020 09:20

1373373946460_1.jpg Fonte foto: Ansa
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