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Giunta, no al processo a Salvini Italia Viva non partecipa al voto

Capogruppo in Giunta Bonifazi: 'Non emerge un'esclusiva riferibilità delle decisioni a Salvini'

La Giunta del Senato ha votato stabilendo che Salvini ha fatto il suo dovere, ha agito per interesse pubblico e non privato”. Commenta così il leader della Lega Matteo Salvini in diretta facebook. “No allo sbarco dei 161 immigrati dalla Ong spagnola Open Arms, la Giunta del Senato ha appena votato (13 a 7) che ho fatto solo il mio dovere, nell’interesse del popolo italiano. Grazie a loro, e grazie a Voi. Adesso la parola passa all’aula del Senato, vediamo se Pd e 5Stelle insisteranno per il processo”, aggiunge Salvini.

“Iv ha deciso di non partecipare al voto sulla vicenda Open Arms: ci rimettiamo dunque all’aula. Non c’è stata a nostro parere un’istruttoria seria, così come avevamo richiesto sia in questo caso che nella precedente vicenda Gregoretti. La motivazione principale per cui Italia Viva decide di non partecipare al voto risiede però nel fatto che, dal complesso della documentazione prodotta, non sembrerebbe emergere l’esclusiva riferibilità all’ex Ministro dell’Interno dei fatti contestati”, aveva detto il capogruppo di Italia Viva in Giunta Francesco Bonifazi.

“Come relatore sono soddisfatto per il voto alla mia relazione proposta. Ricordo che la Giunta non deve dare un giudizio di ordine penale, cosa che spetta alla magistratura: noi in base alla legge costituzionale dobbiamo valutare se in questi casi il membro di un governo abbia agito per il perseguimento di un preminente interesse pubblico nell’esercizio della sua funzione di governo”. Così il presidente della Giunta per le autorizzazioni del Senato, Maurizio Gasparri, al termine del voto dell’organismo sul caso Open Arms. “Io – ha aggiunto Gasparri – avevo fatto una relazione ampia il 18 febbraio: oggi ho fatto un replica della relazione spiegando come il ministro Salvini abbia agito in un’ azione di governo, confortato anche dal fatto che il presidente del Consiglio gli scrisse una lettera dicendo di far sbarcare i minori cosa che Salvini, pur non condividendo, ottemperò, dimostrando così che c’era un’azione che coinvolgeva il governo nella sua complessità e che una realtà gerarchicamente sovraordinata poteva dare ordini ad un ministro come Conte fece. Il presidente del Consiglio, infatti, non diede ordine di sbarco generalizzato, cosa che avrebbe potuto eventualmente fare: lo sbarco avvenne dopo, per ordine della magistratura” ha spiegato Gasparri.   

Mario Michele Giarrusso, ex senatore dei 5 Stelle, ha votato contro il processo al leader della e spiega ad Affaritaliani.it di aver “seguito la linea del Movimento che avevo portato avanti quando ero capogruppo in Giunta sul caso Diciotti”. “Una linea – prosegue – che era stata votata e approvata dalla rete sulla piattaforma Rousseau. Non solo, la Diciotti era una nave italiana mentre la Open Arms era spagnola e quindi, in aggiunta, c’è anche la legge della bandiera. Il porto di approdo avrebbe dovuto essere spagnolo, come il governo di Madrid ha poi riconosciuto. A bordo c’erano medici, così come navi di supporto e quindi non c’era alcun rischio per la salute. Certamente i migranti erano in una posizione scomoda, ma non si può mandare a processo penale un ministro per questo. Come ha spiegato la senatrice Riccardi, Salvini era, a nostro avviso, coperto dalle tutele previste per l’azione di governo, come previsto dalla legge costituzionale. Non c’era nel caso della Open Arms un pericolo immediato per la salute dei migranti, visto che c’erano medici a bordo e navi di supporto”. E allora perché gli altri senatori della maggioranza, compresi diversi dei 5 Stelle, hanno votato a favore del processo? “Bisogna chiederlo a loro. Il M5S è stato incoerente rispetto al voto su Rousseau e ancora una volta ha tradito il mandato degli attivisti. Io, invece, sono stato assolutamente coerente”, conclude il senatore Giarrusso che assicura di non voler passare alla Lega.

“Il no al processo a Salvini è una svolta significativa per riaffermare il primato della politica e il fatto che la politica migratoria spetta ai governi e non ai magistrati. La decisione di Italia Viva di non partecipare al voto della Giunta per le Immunità del Senato sul caso Open Arms ha però aperto un nuovo vulnus nella maggioranza, e la motivazione addotta ne ha determinato un altro ancora più grande, perché ha riconosciuto la corresponsabilità di tutto il governo gialloverde, compreso il premier Conte, nel reato contestato dalla magistratura al solo Salvini. Quello di Iv è stato dunque un preciso atto politico d’accusa contro Conte, i Cinque Stelle e il loro furbesco tentativo di prendere le distanze da una decisione che a tutti gli effetti fu collegiale. Lo dichiara in una nota la presidente dei senatori di Forza Italia Anna Maria Bernini.

“Bene il voto della Giunta per le immunità del Senato sul caso Open Arms. Fratelli d’Italia ha votato no all’autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini perché da ministro dell’Interno ha agito nell’interesse pubblico. Difendere i confini e contrastare l’immigrazione clandestina è uno dei compiti istituzionali del titolare del Viminale e un ministro che fa semplicemente il suo lavoro non può essere né indagato né processato. Ci auguriamo che l’Aula del Senato vorrà confermare il voto della Giunta e fermare definitivamente questa assurdità”. Lo afferma il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

“Il senatore che oggi si appella al garantismo per la sua funzione e che è stato salvato dal processo, con il soccorso bianco di Italia Viva, è lo stesso che da ministro ha fatto il forcaiolo con Mimmo Lucano. Ed è lo stesso che da ministro non ha avuto nulla da eccepire quando a me e ad altri deputati è stata comminata una multa da qualche migliaio di euro, per la ‘grave colpa’ di essere saliti a fare una ispezione su una nave Ong bloccata senza alcuna ragione davanti ad un porto italiano”. Lo afferma Nicola Fratoianni portavoce nazionale di Sinistra Italiana. “Questo senatore – prosegue l’esponente di Leu – abbia almeno il coraggio di rinunciare alle prerogative da parlamentare e si difenda nel processo, non dal processo.” “Che a fare i gradassi come fa lui nel suo ruolo privilegiato – conclude Fratoianni – sono buoni tutti..”.

“Il voto della giunta del Senato che ha negato l’autorizzazione a procedere contro l’ex ministro degli Interni Salvini per il caso della ‘Open Arms’ è un fatto molto grave. Italia viva, anche se la sua astensione non è stata determinante, si sta assumendo una responsabilità pesante”: lo afferma la senatrice di LeU Loredana De Petris, presidente del gruppo Misto. “La Giunta e poi l’Aula – precisa la presidente De Petris – non sono chiamate a giudicare ma solo a consentire che a decidere sia, come per tutti i cittadini, la giustizia. Sottrarre un ex ministro alla magistratura sarebbe dunque inaccettabile. Mi auguro che in aula Italia viva cambi il suo voto permettendo così alla giustizia di seguire il suo corso”.

“Il voto della Giunta per le immunità al Senato è semplicemente vergognoso. Un gioco trame e ripicche per colpirsi tra alleati finisce per vietare l’accertamento delle responsabilità. Matteo Salvini è stato ‘assolto’ oggi da Italia viva e da alcuni ex del Movimento 5 Stelle sulla base di un calcolo politico, irrispettoso verso quello che è accaduto sull’Open Arms. Ma dovrebbero contare i fatti, non i trabocchetti”. Lo dichiara la segretaria di Possibile, Beatrice Brignone.

ANSA | 26-05-2020 17:26

c7e25b188c2dafa1cfc10083d8648dc3.jpg Fonte foto: ANSA/ALESSANDRO DI MEO
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