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Record di film italiani a Venezia In concorso anche Sorrentino

In gara Martone, D'Innocenzo, Mainetti, Frammartino, è record

Cinque film italiani in concorso alla 78/ma Mostra del cinema di Venezia (1-11 settembre), un record. Tutti titoli attesissimi e prestigiosi: E’ stata la mano di Dio, del premio Oscar Paolo Sorrentino, Qui rido io di Mario Martone sul grande Eduardo Scarpetta interpretato da Toni Servillo, Freaks Out di Gabriele Mainetti con Claudio Santamaria e Pietro Castellitto, Il buco di Michelangelo Frammartino da una straordinaria impresa italiana di speleologia e America Latina, un thriller dei fratelli D’Innocenzo con Elio Germano.  

Paolo Sorrentino, su Instagram, commenta così la notizia della selezione del suo nuovo film a Venezia: “Da ragazzi il futuro ci sembra buio. Barcollanti tra gioie e dolori, ci sentiamo inadeguati. E invece il futuro è là dietro. Bisogna aspettare e cercare. Poi arriva. E sa essere bellissimo. Di questo parla E’ stata la mano di Dio. Senza trucchi, questa è la mia storia e probabilmente anche la vostra”. 

Il regista Gabriele Mainetti, che con l’opera prima Lo chiamavano Jeeg Robot ha dato una scossa al cinema italiano recente, spiega che Freaks Out nasce da una sfida: “Ambientare sullo sfondo della pagina più cupa del Novecento un film che fosse insieme un racconto d’avventura, un romanzo di formazione e, non ultima, una riflessione sulla diversità. Per farlo – ha dichiarato Mainetti – ci siamo avvicinati alla Roma occupata del 1943 con emozione e rispetto, ma allo stesso tempo abbiamo dato libero sfogo alla fantasia: sono nati così i nostri quattro freak, individui unici e irripetibili, protagonisti di una Storia più grande di loro”. 

Mario Martone è un habituè della Mostra del cinema e il suo nuovo film, Qui rido io, è dedicato al grande attore comico e commediografo della Napoli dei primi del ‘900 Eduardo Scarpetta. “Per tutta la vita il grande Eduardo De Filippo non volle mai parlare di Scarpetta come padre, ma solo come autore teatrale. Quando suo fratello Peppino lo ritrasse spietatamente in un libro autobiografico, Eduardo – racconta Martone – gli levò il saluto per sempre. Venne intervistato poco tempo prima di morire da un amico scrittore: ‘Ormai siamo vecchi, è il momento di poterne parlare, Scarpetta era un padre severo o un padre cattivo?’. La risposta fu ancora sempre e solo questa: ‘Era un grande attore’. Qui rido io è l’immaginario romanzo di Eduardo Scarpetta e della sua tribù”. 
   

ANSA | 26-07-2021 17:10

Cinque film italiani in concorso a Venezia, c'è anche Sorrentino Fonte foto: ANSA
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