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Youssef "l'italiano" che ha seminato morte a Londra

Fermato a Bologna un anno fa

Roma, 6 giu. (askanews) – Un piccolo zaino come bagaglio a mano e un biglietto aereo per Istanbul. La Siria, probabile meta finale. E’ la traccia italiana del passato recente di Youssef Zaghba, 22 anni, cittadino italiano di origine marocchina: il terzo attentatore di Londra, come conferma al momento ancora solo ufficiosamente la sezione antiterrorismo della Polizia metropolitana di Londra. Youssef nel marzo del 2016 fu fermato per controlli antiterrorismo nell’aeroporto di Bologna: aveva insospettito, in partioclare, il suo biglietto solo andata per la Turchia. Fu poi rilasciato perché non erano emersi indizi specifici a suo carico.

Il suo nonimativo con la notizia del fermo viene inserita come avviene in tanti altri casi nel data base condiviso dai servizi di intelligence europei. E’ accessibile quindi anche ai britannici. Di che tipo di segnalazione si tratta? Non ci sono elementi per dire con certezza se e quando Youssef Zaghba sia stato monitorato nei suoi passaggi dal Marocco (dove vive il padre) all’Italia dove risiede la madre separata fino a Londra dove ha vissuto fino all’attentato. E’ possibile che questo sia avvenuto. Si può dire però con certezza che un anno fa Zaghba non era considerato un foreign fighters altrimento il suo fermo si sarebbe convertito in un arresto in virtu delle norme antiterrorismo vigenti.

La sezione antiterrorismo della polizia metropolitana, intato, precisa che Zaghba non era attenzionato dalla polizia o dai servizi di intelligence britannici.

ASKANEWS | 06-06-2017 15:27

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