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Yara, oggi le arringhe dei difensori di Bossetti al processo di appello

I legali insisteranno sul Dna e sulla foto satellitare

Brescia , 6 lug. (askanews) – È il giorno delle arringhe difensive al processo d’appello contro Massimo Bossetti, il carpentiere di Mapello imputato per l’omicidio di Yara Gambirasio. Gli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini prenderanno la parola all’incirca a metà mattina dopo la conclusione degli interventi degli avvocati di parte civile che rappresentano i familiari della 13enne scomparsa il 26 novembre 2010 a Brembate Sopra e ritrovata morta tre mesi più tardi, il 26 febbraio 2011, in un campo di Chignolo d’Isola.

La difesa chiederà alla Corte d’Assise d’Appello di Brescia di disporre una nuova perizia genetica, necessaria per sciogliere ogni dubbio sulla prova del Dna, ritenuta “granitica” dai giudici del processo di primo grado che condannarono il muratore all’ergastolo. Il dna di Bossetti corrisponde infatti al profilo genetico ribattezzato “ignoto 1” rintracciato sugli slip e i leggins della vittima. Ma la difesa contesta la presenza, sugli indumenti di Yara, di tracce di Dna mitocondriale non attribuito a Bossetti.

I difensori dell’imputato insisteranno anche sulla necessità di acquisire nel processo la foto satellitare scattata sul campo di Chignolo d’Isola il 24 gennaio 2011, un mese e e due giorni prima del ritrovamento del cadavere di Yara. Immagine da cui, secondo la difesa, non emergerebbe la presenza del corpo della vittima. L’accusa, invece, come ribadito anche nella scorsa udienza dal sostituto procuratore generale di Brescia, Marco Martani, sostiene che il cadavere sia rimasto in quel campo per tutti i tre mesi compresi tra il giorno del rapimento della tredicenne e quello del ritrovamento del cadavere. Bossetti, come sempre, sarà presente in aula.

ASKANEWS | 06-07-2017 09:51

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