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L'Italia si schiera: 'Elezioni al più presto in Venezuela'

Il testo è stato approvato con 266 voti a favore, 205 contrari e nove astenuti

Sul Venezuela “l’Italia non è isolata, ha contributo al comunicato dell’Alto Commissario e dell’intera Ue del 26 gennaio ed è stato riconosciuto che il mio intervento è stato determinante”. Così Giuseppe Conte a Strasburgo. “Molti vogliono anticipare la storia occorrerebbe prudenza. Noi non sappiamo quale sarà l’evoluzione della crisi, l’Italia ha le idee chiare e non da sola”, ha aggiunto precisando di non avere riconosciuto le presidenziali del 2018 e chiedendo “nuove elezioni. Detto questo non riteniamo di poter incoronare nessuno che non passi da elezioni libere”.
Il governo italiano e’ stato molto saggio in questa situazione. Non vuole imporre una soluzione, che e’ quello che invece vuole fare il governo Usa. Stare dalla parte degli Stati Uniti vuol dire stare dalla parte sbagliata della storia”: lo ha detto il ministro degli Esteri del Venezuela, Jorge Arreaza, all’Onu, dove ha incontrato il segretario generale Antonio Guterres, rispondendo ad una domanda dell’ANSA.
Il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi nell’informativa al Senato sulla crisi in Venezuela dopo quella in mattinata alla Camera. “La posizione del governo italiano è favorevole ad un clima che possa favorire una riconciliazione nazionale pur rimanendo ferma nella condanna delle violenze – ha detto -, nella chiara richiesta di nuove elezioni presidenziali credibili e nel non riconoscimento delle elezioni che si sono tenute in precedenza”. 

L’Aula della Camera approva la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi sulla situazione in Venezuela. Il testo è stato approvato con 266 voti a favore, 205 contrari e nove astenuti (i deputati di Leu).

Il ministro ha riferito in Aula alla Camera sulla crisi venezuelana. “Il governo – ha detto – è preoccupato per l’emergenza umanitaria e sta operando per fornire soluzioni non conflittuali. Il governo considera inaccettabile e condanna fermamente ogni tipo di violenza e si esprime a favore di una soluzione pacifica. Il governo ritiene che le scorse elezioni presidenziali non attribuiscono legittimità democratica a chi ne è uscito vincitore, cioè Nicolas Maduro”. “Il governo italiano chiede al più presto nuove elezioni presidenziali democratiche in Venezuela“, ha detto ancora il ministro.

“Il governo – ha detto ancora Moavero – si sta attivando affinché siano tutelate la sicurezza e gli interessi dei nostri connazionali residenti in Venezuela e delle aziende italiane”.

“La situazione in Venezuela è oggetto di una notevole attenzione internazionale e lo si vede anche nelle contrapposte risoluzioni presentate nel quadro dell’Onu”, ha detto Moavero nella comunicazione alla Camera. “Secondo il governo la situazione è complessa, bisogna prevenire nuove violenze ed è importante favorire il dialogo, se possibile la riconciliazione nazionale”, ha sottolineato. “Le nuove elezioni presidenziali restano per noi la via per una soluzione”, ha aggiunto Moavero sottolineando che “restano valide le elezioni dell’Assemblea nazionale tenute successivamente”. Nella sua comunicazione alla Camera sul Venezuela Moavero ha chiarito che per il governo italiano le ultime elezioni presidenziali “sono state inficiate nella loro correttezza, equità e legalità”. Per questo chiediamo nuove elezioni “libere, trasparenti e credibili, in condizioni di piena democrazia e giustizia”, ha aggiunto.

“Nel dibattito politico ci sono pericolose strumentalizzazioni da parte dei partiti che non argomentano il loro sostegno a Guaidò ma attaccano il M5S sostenendo che appoggia Maduro – ha ribadito nell’Aula della Camera, Cristian Romaniello, del Movimento Cinque Stelle -. Il M5S non appoggia Maduro“. 

Inviati Guaidò, grazie all’Italia per richiesta voto – “Ringraziamo il popolo italiano, il parlamento, il presidente Mattarella ed il ministro Moavero per l’appoggio alla richiesta di elezioni presidenziali al più presto e il riconoscimento dell’assemblea nazionale come unico organo legittimo in Venezuela. Questo sostegno è una forza per la lotta del nostro popolo, per recuperare la democrazia”. Lo ha detto Francisco Sucre, uno degli inviati di Juan Guaidò a Roma, alla Stampa Estera. Sucre è il presidente della commissione esteri del parlamento venezuelano.

ANSA | 12-02-2019 21:38

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